Gli alti costi dei servizi alla persona. Risparmiare puntando sulla qualità

Ho letto con interesse gli articoli relativi alla criticità dei conti dei servizi alla persona.
C’è una questione di cui spesso non si parla e che vorrei sottoporre all’attenzione: nei servizi alla persona risparmiare si può, e questo è possibile aumentando la qualità e l’offerta, non diminuendola.
I gestori di servizi, pubblici e del settore terziario, hanno operato facendo riferimento unicamente al destinatario finale, e debilitando nello stesso tempo i territori delle loro risorse naturali.
Per essere concreti: un cittadino minorenne assistito in comunità costa circa 100/160 euro al giorno e tra i 365mila e i 584mila euro all’anno. La comunità, intesa come struttura, è indispensabile per un periodo critico, ma, trascorsa tale fase negativa, permette comunque l’innescarsi di alcuni meccanismi di tipizzazione che tendono a confermare la condizione di partenza della persona, anziché contribuire a un suo cambiamento positivo.
Alla fine del percorso comunitario, se ci si rivolgesse a un direttore di comunità per minori domandandogli se i giovani hanno acquisito delle competenze che permettano loro di “cavarsela”, si riceverebbe una risposta che risuonerebbe all’incirca così: «Dipende, alcuni sì e altri no».
A questo punto un architetto potrebbe dare la medesima risposta in merito alla garanzia circa la stabilità di un edificio, assicurando che probabilmente non crollerà.
È quindi possibile pensare a dei percorsi (quello dei minori è solo a titolo esemplificativo, basti pensare però alle Rsa, al panorama della psichiatria o alle tutele dei minori) che restituiscano la persona alla propria comunità e che soprattutto garantiscano un cambiamento tentando di assicurare certezze all’individuo?
Certo, è possibile, e ci sono studi ed esperienze di eccellenza che lo documentano.
Il sistema così com’è non regge, ma la crisi economica può essere un’occasione per ripensarlo proprio nelle sue radici, proponendo ai sindaci anche una lucida ricostruzione dei costi e benefici, dei piani economici integrati al cambiamento della condizione di vita della persona, della garanzia della misurabilità.
Questo è il varco che vedo come unica condizione per un miglioramento della sostenibilità dei servizi di welfare.
Luca Rumi

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