Gli anni ’60 nelle Collezioni Guggenheim

altUn passato che non passa, e continua a irradiare stupore per la scommessa radicale e rivoluzionaria di cui è stato portavoce. Sono gli anni Sessanta sul fronte dell’arte, come vengono raccontati con un tour di opere che da un punto all’altro dell’Italia del Nord attinge all’inestimabile patrimonio della “Peggy Guggenheim Collection” veneziana. È la mostra Oltre l’Informale, verso la Pop Art a cura di Luca Massimo Barbero, aperta fino al 12 maggio a Vercelli nella chiesa di San Marco in piazza San Marco 1.  Sono esposti oltre 50 capolavori dell’arte europea e americana degli anni Sessanta, firmati dai protagonisti di quella irripetibile stagione, come Robert Rauschenberg, Jean Dubuffet, Cy Twombly, Frank Stella e Andy Warhol, padre della Pop Art presente in mostra con la celebre serie

Flowers del 1964. Tredici dei lavori in mostra a Vercelli provengono dalla “Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof”, recentemente acquisita dalla Collezione Peggy Guggenheim, e saranno presentati qui per la prima volta al di fuori del museo veneziano.
Siamo di fronte a pagine di storia dell’arte ormai assodate e che in chiave didattica è giusto leggere o rileggere, a mezzo secolo di distanza: è il 1964 l’anno del trionfo della Pop Art americana alla Biennale di Venezia, che vede assegnare a Robert Rauschenberg il “Gran Premio per la Pittura”.
La mostra è impaginata su tre perni fondamentali: il superamento dell’arte informale verso nuovi segni e spazi (Dubuffet, Tàpies, Twombly e Tobey), le nuove indagini monocrome e spaziali (Fontana, Castellani, Stella, KenNoland, Louis, Martin e Lazzari) e la nuova figurazione Pop (Johns, Rauschenberg, Hamilton, Lichtenstein e naturalmente Warhol).
La mostra è aperta da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19, il sabato e nei festivi dalle 10 alle 20. Ingresso 9/7 euro.

Nella foto:
Particolare da una delle serigrafie su carta della serie Flowers di Andy Warhol.

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