Gli imprenditori stranieri oltre quota 6mila. Svizzeri, romeni e marocchini in cima alla top ten

altAnche in città interi quartieri si sono tramutati in zone popolate in minima parte da comaschi
Giovani, agguerriti e in crescita. Gli imprenditori stranieri sul Lario hanno toccato quota 6.289 e sono attivi in ogni settore. In particolare, nel commercio, nella ristorazione e nel manifatturiero.
I cinesi hanno perso il primato, lasciando spazio a svizzeri, romeni e marocchini.
I dati della Camera di Commercio di Como, aggiornati al secondo trimestre 2014, parlano chiaro ed evidenziano l’esistenza di un universo formato da piccole aziende – spesso individuali – create da cittadini

non italiani. Nella fascia di età fra i 30 e i 49 anni si trova la cifra più elevata. Sono ben 3.963, infatti, le persone registrate negli albi provinciali di via Parini (2.983 maschi e 980 donne).
La città di Como è in trasformazione da anni. Interi quartieri si sono lentamente tramutati in zone popolate soltanto in minima parte da comaschi. Parallelamente si sono intensificate le presenze straniere. Un esempio su tutti è rappresentato da via Milano Alta. Ma anche in altre strade – le vie Cadorna e Italia Libera – la città è diventata sempre più multietnica.
E i numeri forniti dalla Camera di Commercio lo confermano. Certificando anche uno spiccato spirito imprenditoriale tra gli under 30. Ben 468 stranieri tra i 18 e i 29 anni (347 maschi e 121 femmine) sono attivi in provincia. Tiene bene anche la fascia dai 50 ai 69 anni con 1.625 soggetti registrati e operativi. In calo invece (233) il segmento con più di 70 anni.
Se fino ad alcuni anni fa “l’invasione straniera” era guidata principalmente dai cinesi, ormai da tempo le nazioni di provenienza sono le più svariate, così come i settori di attività. In testa alla graduatoria, a sorpresa – ma forse neanche troppo – svettano i 689 svizzeri. Di questi, 71 sono attivi nell’immobiliare.
In seconda posizione i cittadini di nazionalità romena, a quota 496. Tra loro ben 316 sono operativi nell’ambito delle costruzioni, 30 nelle attività manifatturiere e tra i tanti ambiti lavorativi uno è impegnato in attività finanziarie e assicurative. Subito dietro i cittadini marocchini a quota 445 – ben 176 nel settore delle costruzioni e 158 nel commercio all’ingrosso e al dettaglio – e i 400 cinesi. Tra questi ultimi, 85 sono al lavoro nel settore manifatturiero e 147 nel comparto della ristorazione e degli alloggi. Sotto la soglia dei 300 si piazzano i tedeschi (279) e gli egiziani (250) attivi nelle costruzioni (62), nel manifatturiero (3) e nella ristorazione (93). Scendendo si incontrano anche 137 libanesi che si dedicano in prevalenza al commercio (97) e 30 indiani, di cui 12 impegnati a gestire servizi di informazione e comunicazione. Tantissime le nazionalità coinvolte. Spulciando tra i numeri della Camera di Commercio si può realmente fare il giro del mondo, con quasi tutti i Paesi rappresentati.
E scendendo in graduatoria si scorgono alcune curiosità. I 3 rappresentanti dell’Angola impegnati nel comparto delle costruzioni o i 2 guatemaltechi divisi tra agricoltura e pesca e agenzie di viaggio e noleggio. Infine, esiste un nutrito esercito di “single”. A quota uno si trovano infatti cittadini di Trinidad e Tobago, Bahrein, Georgia e di moltissime altre nazioni.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Gli scaffali multicolori di uno dei negozi gestiti in città da imprenditori stranieri (foto Mv)

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