Godere il Lago in Silenzio È Questa la Stagione Giusta

L’opinione di Andrea Vitali
A chi mi chiede se anche d’inverno il Lago di Como può avere un suo appeal rispondo con decisione di sì». Parole di Andrea Vitali, lo scrittore di Bellano che ha ambientato i suoi romanzi sulle rive del Lario e che vede con favore l’impulso di chi vuole portare turisti anche in questo periodo.
«Chi vuole sciare non deve venire sul lago – aggiunge Vitali – anche se mi piace sottolineare che le nostre montagne sono bellissime e hanno un loro fascino».
«Ma allo stesso tempo – aggiunge

– dico che il Lario può essere un polo d’attrazione invernale, soprattutto per chi se lo vuole godere in silenzio, magari su battelli che sono semivuoti».
«Questo – prosegue il medico-scrittore – può essere il momento migliore per godersi con serenità le rive, i panorami, le ville, soprattutto quelle del cosiddetto “ramo di Como”, anche se è una definizione che non amo, visto che per me il lago è solo uno».
Andrea Vitali fa poi un preciso riferimento storico. «Quello invernale potrebbe essere un turismo contemplativo, di persone che cercano tranquillità, ispirato ai grandi viaggiatori letterari dell’800».
Per lo scrittore bellanese c’è pure un luogo comune da sfatare: «Bisogna anche smetterla di pensare che d’inverno il lago sia triste e che meni depressione. Questa è una “leggenda” che non ha alcun fondamento. Penso sia un luogo che possa essere goduto».
Andrea Vitali si concede anche una riflessione più strettamente economica. «Prima di pensare a portare i turisti nel periodo invernale – dice ancora – è necessario risolvere il problema degli alberghi chiusi. Gli operatori devono trovare una soluzione perché tutti sanno che quando inizia a far freddo scattano le chiusure. E, ovviamente, sarebbe sbagliato spingere le persone a venire a Como senza che ci siano le strutture pronte ad accoglierle».
Lo scrittore ha in serbo altre proposte: «Per esempio potrebbero essere fatte convenzioni con la Navigazione. E, considerando il successo che hanno i centri termali, con tanta gente che va alla ricerca di relax e serenità, penso che il discorso del benessere possa essere visto come un punto di forza. Certo, magari, il Lario non può aspirare ad avere un turismo giovanile, anche se le discoteche dalle nostre parti non mancano. Ma, con un discorso mirato a determinate fasce di età, penso che le prospettive possano essere comunque interessanti».
Insomma, per l’autore di libri quali “Il segreto di Ortelia”, “Un amore di zitella” e “Olive comprese” il Lario può tranquillamente puntare anche a un turismo invernale: «Non è una proposta campata in aria – conclude lo scrittore – Pensate a quante bellezze naturali si possono trovare, anche in questi giorni, con temperature accettabili e i panorami bellissimi del lago, delle sue montagne e delle località sulle rive».

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