Gli esuberi della Sisme finiscono sul tavolo del ministero del Welfare

L’industria di Olgiate Comasco
Iniziativa congiunta di tre parlamentari lariani
Un tavolo al ministero del Welfare per seguire le trattative sulla crisi della Sisme, l’azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco dove rischiano il posto 300 lavoratori.
La proposta è emersa ieri mattina nel corso di un incontro, in Provincia, tra i parlamentari comaschi Alessio Butti (Pdl), Chiara Braga (Pd) e Nicola Molteni (Lega Nord). I tre esponenti politici – che hanno avuto modo di parlare sia con l’azienda, sia con i rappresentanti sindacali – hanno preso l’impegno di attivare il

tavolo ministeriale a Roma: una sorta di garanzia alla trattativa tra le parti, bruscamente interrotta a fine ottobre per l’impossibilità di arrivare a un accordo tra azienda e sindacati.
Intanto, sono circa 300 su 573 gli operai della Sisme a rischiare il posto di lavoro. I vertici aziendali hanno confermato i 200 esuberi, già noti, e considerati strutturali, paventando però la possibilità di altri 100 esuberi in seguito alla (eventuale) delocalizzazione di due linee produttive in Slovacchia.
I sindacati sono arrivati al tavolo della trattativa con una richiesta precisa: altri 2 anni di contratti di solidarietà, per spalmare il minor lavoro su tutto il personale e ragionare, nel frattempo, su eventuali esuberi. L’azienda si è detta disposta a concedere il contratto di solidarietà, a patto però che i sindacati firmino subito un’intesa più ampia su tutte le questioni che riguardano la Sisme: esuberi, delocalizzazione, costo del personale. I sindacati non hanno accettato e la trattativa si è arenata. Ieri, però, i tre parlamentari – con un comunicato stampa congiunto – spiegavano di aver intravisto la possibilità, per azienda e sindacati, di tornare a trattare.
«Il clima di dialogo registrato nella riunione di stamattina ci sembra di buon auspicio – scrivono Butti, Braga e Molteni – confidiamo in una positiva riapertura del negoziato». Butti, intanto, nei giorni scorsi ha verificato la possibilità di aprire un tavolo sulla Sisme al ministero del Welfare: ipotesi condivisa sia dalla Braga sia da Molteni. «In questi casi – dice il deputato leghista – non si guarda al colore politico, ma si fa lobby territoriale».
Il tavolo, spiegano ancora i 3 parlamentari, servirà «ad affrontare i passaggi più critici della situazione aziendale della Sisme di Olgiate Comasco».
«La Sisme è una grande azienda – precisa il senatore Butti – bisogna rilanciarla seguendo il progetto di ristrutturazione e salvando il maggior numero di dipendenti».
«La Provincia – aggiunge Molteni – ha messo in campo ingenti risorse per la rioccupazione di chi uscirà dalla Sisme».
«Tutti – conclude Chiara Braga – hanno riconosciuto l’importanza della Sisme. È un’azienda da salvaguardare e non si può ragionare soltanto in termini di mobilità ed esuberi: bisogna pensare anche alla rioccupazione di chi esce e alla reindustrializzazione dell’area». La Sisme nel 2002 aveva oltre mille dipendenti. Ora ne ha 573, e potrebbe arrivare a meno di 300.

Andrea Bambace

Nella foto:
La Sisme di Olgiate Comasco sta soffrendo una crisi molto dura. L’azienda ha annunciato 300 esuberi (foto Mv)

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