Golf: 3M Open, continua testa a testa Thompson-Werensky

PGA

(ANSA) – ROMA, 26 LUG – Al 3M Open di golf continua il testa a testa tra Michael Thompson e Ricky Werensky. A Blaine (Minnesota), nel torneo del PGA Tour di golf, i due giocatori statunitensi con un parziale di 68 (-3) su un totale di 198 (-15), hanno difeso con successo la leadership della rassegna. A un giro dal termine vantano ora due colpi di vantaggio sul connazionale Tony Finau e sul sudafricano Charl Schwartzel, entrambi 3/i con 200 (-13). Chance per il titolo anche per un altro player a stelle e strisce, Max Homa, 5/o con 201 (-12). Con i big Brooks Koepka e Tommy Fleetwood eliminati (oltre al ritiro di Dustin Johnson per nuovi problemi alla schiena), gli outsider del massimo circuito americano cercano gloria sul percorso del TPC Twin Cities (par 71). Thompson sette anni dopo la prima (e unica) volta (Honda Classic 2013) insegue il secondo successo in carriera sul PGA Tour. Mentre Werensky, che nel suo palmares vanta solo un exploit (nel 2016 al BMW Charity Pro-Am) sul Web.com Tour (l’attuale Korn Ferry), sogna l’exploit. Nel 3M Open – in scena a porte chiuse – bella rimonta di Alex Noren, da 17/o a 6/o (202, -11). E ora il gran finale. In palio non solo un montepremi di 6.600.000 dollari complessivi ma anche due pass – per i non già qualificati tra i primi 10 classificati – per lo US Open, secondo Major 2020 in programma dal 17 al 20 settembre a Mamaroneck (New York). Intanto dalla Casa Bianca giungono buone notizie per i giocatori non residenti negli Stati Uniti. Niente più quarantena di 14 giorni per chi arriverà dall’estero negli States per giocare i tornei del PGA Tour, ma solo tamponi e screening anti Covid. Una decisione che arriva alla vigilia del WGC-FedEx St.Jude Invitational (30 luglio – 2 agosto a Memphis), torneo del mini circuito mondiale. Ma che non convince tutti i big. Lee Westwood, ex numero 1 al mondo, ha annunciato che salterà il PGA Championship, primo Major 2020 (6-9 agosto a San Francisco). "Non mi sento ancora a mio agio – le dichiarazioni del britannico – e sono preoccupato che l’America non prenda sul serio la vicenda legata all’emergenza sanitaria". (ANSA).

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