Grande Guerra, sul fronte con l’Archivio Paredi

In Sala Consiliare fino a domani una carrellata d’immagini e cimeli d’epoca
Tra le iniziative in corso per ricordare la prima Guerra Mondiale, la mostra 1914-2014. Cento anni dalla Grande Guerra, in corso nella Sala Consiliare di Asso fino a domani (orario 9-12 e 15-18), ha la particolarità di presentare una serie di foto originali conservate nell’Archivio Paredi, appartenente a una storica ditta fotografica del paese.

Oltre all’ampia testimonianza per immagini della Prima Guerra Mondiale, l’archivio conserva una documentazione preziosa della vita pubblica e privata in Vallassina nell’ultimo secolo dagli eventi pubblici a singole persone ritratte nelle diverse età della vita.

Spiega il professor Roberto Nava, appassionato cultore di storia locale e curatore dell’esposizione con altri volontari e rappresentanti di diverse associazioni: «Il signor Luigi Paredi di Asso, al tempo della Grande Guerra, lavorava presso l’agenzia Argo di Milano, che riceveva dal fronte fotografie vidimate dalla censura per l’autorizzazione alla pubblicazione sui giornali, come attestano i timbri posti sul retro. Riuscì a tenerne parecchie, conservate oggi nello studio fotografico di famiglia. Si presume che una parte di esse non sia stata mai pubblicata e quindi sia rimasta inedita».
Le numerose fotografie esposte pongono il visitatore di fronte a toccanti flash dal vivo dei grandi momenti storici del conflitto: alla baldanza dei primi giovani soldati che varcano il confine per recarsi al fronte fa presto seguito la destabilizzante vita di trincea, con i soldati ancora senza elmetto schierati lungo l’Isonzo o accovacciati sotto la pioggia, mal riparati da teli, mentre stringono fra le mani la posta.
Nel gelido inverno del 1916-17 si vedono truppe appostate nella neve, e sull’Adamello si innalza il cannone di oltre 60 quintali portato a quota 3.276 metri.
Dalle immagini affiorano la brulla cima dell’Ortigara, svuotata e ridotta a un cumulo di macerie, su cui furono sacrificati 12mila alpini, i corpi dei soldati della brigata Sassari appesi ai reticolati, la desolazione di Asiago, e sembrano quasi irreali le foto di Trieste invasa dai cittadini in festa alla fine del conflitto.
Le foto colgono istanti drammatici non solo lungo la linea del fronte, ma anche nelle retrovie. A dare il senso dell’«inutile strage», secondo le parole di papa Benedetto XVI, sono ad esempio le povere cose e i volti dei profughi in fuga dell’altopiano di Asiago, le centinaia di feriti fasciati di bende seduti a grandi tavole per celebrare il Natale, le schiere di fresche reclute inglesi appena giunte sul continente, destinate in gran parte a cadere come le fitte spighe di un campo di grano.
Sotto una serie di cartelloni preparati dagli alunni delle scuole di Asso, che raccolgono anche testimonianze locali della Grande Guerra, sono in esposizione dei resti, quali un elmetto sfondato, gavette, pinze per tagliare i reticolati, vari tipi di elmo, le medaglie dei Ragazzi del ’99, la foto di un’iscrizione posta da reduci italiani e austriaci sull’altopiano di Asiago nel 1976.
Conclude Roberto Nava: «Abbiamo voluto offrire alla popolazione una testimonianza storica e un ricordo non retorico della Grande Guerra, con riconoscenza e rispetto».

Giuliana Panzeri

Nella foto:
un dirigibile “Usuelli” dell’aviazione italiana

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