Grate davanti ai portici di San Francesco. Dibattito infuocato e una manifestazione

Senzatetto

Si fa infuocato il dibattito sulla questione dei senzatetto che dormono sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco. Dopo le schermaglie d’agosto, i richiami diretti al sindaco di Como, Mario Landriscina sull’impegno preso, su mandato del consiglio comunale, di realizzare un nuovo dormitorio in città, ora si rischia lo scontro diretto.
Mercoledì sera, alla ripresa dei lavori del consiglio comunale, dovrebbe esserci anche la discussione di una mozione sottoscritta da tutto il gruppo della Lega (Ajani, Borghi, Molteni, Noseda e Valeri) e anche – prima firmataria – da Pierangela Torresani, la leghista confluita da poche settimane nel gruppo misto, perché accusata dal movimento di «interpretare e gestire il suo ruolo in maniera autonoma, prendendo iniziative non condivise con il Gruppo Lega e in disaccordo con la linea politica del nostro movimento».
La proposta prevede di realizzare una cancellata, semplificata con il termine “grate” davanti ai portici di San Francesco, ex chiesa che era stata intitolata al compianto Antonio Ratti, fondatore del gruppo tessile quotato in Borsa. “Misure a tutela del decoro dell’area antistante l’ex Chiesa di San Francesco” che hanno fatto insorgere nei giorni scorsi perfino il centrodestra non leghista e il sindacato.
Cgil, Cisl e Uil hanno messo nero su bianco il loro “No alla grate”. «Ancora una volta, dopo il filo spinato al parcheggio di Val Mulini, l’interruzione dell’erogazione dell’acqua potabile nello stesso sito e l’eliminazione delle panchine a San Rocco, siamo all’elevazione di un muro. Un muro fisico, con l’apposizione delle grate davanti alla chiesa di San Francesco, e un muro psicologico, che ghettizza la parte più evidente e scoperta dell’emergenza sociale di questa città. Non l’unica, ovviamente. Nel nostro ruolo di rappresentanza sociale, non possiamo che stigmatizzare con forza il contenuto della mozione che verrà portata alla discussione il 9 di settembre a palazzo Cernezzi», hanno scritto i sindacati.
«Ma con altrettanta forza chiediamo alla giunta comunale di rispettare il ruolo e il mandato del consiglio comunale, dando seguito alla mozione che la impegna a individuare un dormitorio in città», avevano ricordato le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil.
Proprio mercoledì sera, intanto, alle 19.30 (un’ora prima del consiglio) davanti al Municipio è stato organizzato un presidio di protesta dal movimento Cominciamo da Como, al quale ha aderito anche Como Senza Frontiere.
«Questa proposta non costituisce alcun tipo di soluzione, nemmeno parziale, al problema dei senzatetto – scrivono gli organizzatori – In assenza di una soluzione abitativa, le persone senza fissa dimora saranno costrette a spostarsi altrove. Anziché amministrare la città come dovrebbe, la maggioranza è impegnata in una campagna elettorale permanente».
«I problemi non vanno in vacanza – ribadiscono da Como Senza Frontiere – così, alla ripresa settembrina, la città se li trova tutti di fronte, con l’aggiunta di alcune inutili e fuorvianti “trovate” della Lega, che – pur di tener desta l’attenzione del proprio pubblico – si inventa proposte punitive e repressive per fare “piazza pulita”». E ancora, l’approvazione della mozione delle grate, aggiungono gli organizzatori, sarebbe «un atto gravissimo». «È evidente la totale incapacità di questa amministrazione di far fronte ai problemi di Como. Mentre si inventano false soluzioni, non si fa nulla per affrontare la crisi strutturale della città, resa ulteriormente drammatica dai mesi di emergenza sanitaria», scrivono.
«I conti sono chiari – ha replicato ieri Giampiero Ajani, capogruppo della Lega in consiglio comunale, a Espansione Tv – il numero dei senzatetto comaschi è inferiore ai posti letto nei dormitori. Detto questo, è sbagliato usare il termine “grata” per i portici di San Francesco: si tratterebbe di una cancellata, come tante ne esistono in molti angoli di Como, realizzata semplicemente per evitare l’ingresso in quello spazio».
I presupposti per lo scontro ci sono insomma tutti. C’è però un spiraglio, come spiega la presidente del consiglio comunale, Anna Veronelli (Forza Italia). La mozione della Lega potrebbe slittare ad altra data. Il motivo? Non sarà discussa perché prima ci sono interrogazioni, la conclusione della trattazione della mozione Lissi sui pannelli vocali e poi le delibere su regolamento Tari e Imu. Quando ci sono delibere si discutono prima delle mozioni», dice la presidente.

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