Green pass per i ristoranti, operatori preoccupati

Como in quarantena (coronavirus), persona con la mascherina

Si parla sempre di più del green pass imposto in Francia per accedere a bar, ristoranti e centri commerciali, così come per prendere mezzi di trasporto per lunghe distanze.
Il governo Draghi lavora a una “via italiana” all’utilizzo ampio del documento.
Preoccupano intanto l’aumento dei contagi e la diffusione della variante Delta, ma preoccupa soprattutto i ristoratori lariani proprio la possibile adozione del green pass per accedere ai loro locali, un un momento delicato per l’auspicata ripartenza della stagione turistica sul Lario.
«Veniamo da questo periodo difficile e l’introduzione del certificato rappresenta un limite alla normalità. Un’ulteriore complicazione per le persone che vanno al ristorante», spiega Lorenzo Castellani, titolare del bar Touring Cafè.
Il dibattito è aperto sulla lista di attività per le quali sarà indispensabile il certificato anticovid (di vaccinazione, negatività o guarigione dal virus entro 6 mesi). Ad alto rischio assembramenti e quindi osservati speciali per prevenire il contagio, sono infatti discoteche, palestre, concerti, stadi, treni e anche ristoranti al chiuso.
Se l’alternativa all’obbligo del green pass saranno nuove chiusure totali però, molti si dicono disposti ad accettare la misura del governo. Di fronte infatti, alla risalita del numero dei positivi, la carta verde servirebbe a scongiurare ennesimi lockdown.
L’estate 2021 poi, sebbene iniziata nel segno della ripartenza e delle riapertura, secondo molti, soffre ancora la scarsità di turisti. «Ancora pochi visitatori, stranieri e non, e molta paura» lamenta un ristoratore del lago.
Chi non è d’accordo con l’ipotesi green pass al ristorante, lamenta l’inefficienza delle misure messe in campo fino ad oggi: termoscanner e misurazione della temperatura all’ingresso dei locali, tracciamento della clientela e distanziamento. Dal punto di vista dei ristoratori, arriva il commento ufficiale dello chef stellato comasco Mauro Elli, vicepresidente della Fipe – la Federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio Como: «Se la Sanità ha deciso che le vaccinazioni sono la strada per uscire dalla pandemia, è giusto percorrerla. Non siamo d’accordo con il metodo francese, ma se il green pass vuole essere uno strumento per stimolare le persone a vaccinarsi allora va bene».
«Tutto sommato – commenta Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como – l’ipotesi di adottare il green pass anche nella quotidianità mi ha anche stupito, può essere un incentivante a vaccinarsi vista la resistenza di un po’ di persone anche tra i miei pazienti. Se vogliamo raggiungere un risultato, se vogliamo bloccare la diffusione di varianti o l’arrivo di nuove, se vogliamo raggiungere l’immunità di gregge, il green pass e le vaccinazioni sono fondamentali» sottolinea Spata.

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