Green pass sul lavoro, timori per le proteste

Green pass

Sale l’allerta a un giorno dall’entrata in vigore dell’obbligo green pass nei luoghi di lavoro. Il timore è che manifestazioni autorizzate e annunciate come pacifiche possano degenerare.
L’attenzione resta alta in tutta Italia. A Como, domani, giorno dell’entrata in vigore del nuovo decreto, è prevista una nuova manifestazione in piazza Verdi – di cui la Questura conferma l’autorizzazione – contro l’obbligo della certificazione verde. Una protesta che si aggiunge a quelle in corso ogni sabato in piazza Cavour, da un mese a questa parte, e già precedentemente autorizzate.
«Sono stati formalizzati i necessari preavvisi per tutti i weekend di ottobre e inizio novembre – ha precisato, per ciò che riguarda piazza Cavour, il questore di Como Giuseppe De Angelis – tengo a precisare che in città non si sono mai registrati problemi e tutto si è svolto con regolarità e nel rispetto delle regole».
L’ultimo corteo dei manifestanti risale a sabato 9 ottobre. I numeri sono stati contenuti e non ci sono stati particolari disagi.
«Come nelle altre occasioni anche il prossimo fine settimana andremo a predisporre un servizio d’ordine adeguato alle circostanze», ha rassicurato il questore.
Ma intanto, come detto, una nuova manifestazione è stata annunciata per domani dalla cosiddetta Assemblea Popolare Como. “Contro il green pass, giù le mani dal lavoro”, così si presentano gli aderenti in un generico comunicato che non permette di risalire a un soggetto specifico. Vi si annuncia un presidio di lavoratori in piazza Verdi a Como in mattinata, seguito da una “assemblea popolare in piazza”.
Il “caso” da cui scaturirebbe questa nuova protesta è la mail di un anonimo lavoratore del Comune di Como che dice di voler iniziare uno “sciopero a oltranza” perché si ritiene discriminato.
“Siamo docenti, infermieri, professionisti, impiegati, operai, studenti, siamo nonne e nonni, siamo mamme, siamo papà e siamo figli e figlie”, così si presentano gli organizzatori che assicurano di volere utilizzare un linguaggio non violento: “non avremo gli stessi atteggiamenti prevaricatori e da bulletti” scrivono, facendo intendere che le gravi devastazioni accadute a Roma lo scorso 9 ottobre siano opera di isolati facinorosi.
Nel calderone del comunicato finiscono le solite “tesi scientifiche a confutazione” (non si capisce di cosa) che non vengono prese in considerazione, “notizie false e nascoste”, “chiusure forzate, coprifuoco, strumenti di controllo digitale”.
Un evento dal titolo “Presidio solidale” è stato creato sulla piattaforma Facebook dal gruppo Assemblea Popolare di Como che, fino alla serata di ieri, contava adesioni ben sotto la decina.

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