Guanti e mascherine gettati a terra. La nuova segnalazione da Rebbio

Guanti mascherine

I nuovi rifiuti speciali ai tempi dell’emergenza coronavirus: mascherine e guanti, gettati a terra ai margini delle strade. Un gesto, oltre che incivile, anche estremamente pericoloso, in quanto si tratta di dispositivi di protezione individuale che possono diventare potenziali veicoli di trasmissione del virus. Tante le segnalazioni dei cittadini comaschi in queste settimane: l’ultima proviene da via Lenticchia a Rebbio, una via secondaria, traversa di via Repubblica Romana. Numerosi i guanti che si trovano a terra, ma guardando bene ci sono anche altri rifiuti abbandonati. La segnalazione si somma ad altre arrivate nell’ultimo periodo.
E proprio sullo smaltimento delle mascherine, è recentemente intervenuto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in audizione alla Commissione Ecomafie.
«Non è noto il tempo di sopravvivenza dei coronavirus nei rifiuti – ha spiegato – Mascherine e guanti vanno smaltiti con i rifiuti indifferenziati ma sempre posti prima dentro un sacchetto chiuso, per evitare contatti da parte degli operatori ecologici».
Per le abitazioni in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, l’Istituto superiore di sanità raccomanda «di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata. A scopo cautelativo, fazzoletti o rotoli di carta, mascherine e guanti utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati».
«Nelle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria – ha invece aggiunto Brusaferro – sia interrotta la raccolta differenziata, e tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura e includendo fazzoletti, rotoli di carta, i teli monouso, mascherine e guanti, siano considerati indifferenziati e pertanto raccolti e conferiti insieme».

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