«Ha dato tanto alla sua città»

I commenti
Un coro unanime di commozione ha contraddistinto nella giornata di ieri il ricordo della scrittrice scomparsa, insignita dell’Abbondino d’oro nel 1987 per la grande umanità espressa nella sua creazione letteraria. «Esprimiamo alla famiglia, al mondo della cultura e della città di Como – ha commentato il sindaco di Como Mario Lucini – la nostra commossa partecipazione per la scomparsa di questa straordinaria signora. Carla Porta Musa è stata un’attenta e sensibile interprete, una personalità forte e coraggiosa di cui serberemo sempre memoria».
«Per la città è una perdita grandissima – ha detto l’assessore alla Cultura Luigi Cavadini – che ci lascia tutti orfani, ma la memoria di quello che ha fatto e che ha significato per la città rimarrà indelebile».
«Eravamo legati da una profonda dimestichezza – ricorda Piercesare Bordoli, presidente della “Famiglia Comasca” – L’ho vista il giorno prima del suo ultimo compleanno, il 14 marzo scorso. Mi ha tenuto a colloquio mezz’ora, era di una lucidità incredibile. Ha dato tanto alla cultura di Como, così come il padre Enrico. Era di una generosità straordinaria, e lo testimonia il fondo documentario donato alla biblioteca di Como».
La sua energia e la sua voglia di vivere mi hanno sempre ispirato un profondo rispetto – ricorda la presidente dell’As.Li.Co. e direttrice artistica del Teatro Sociale Barbara Minghetti – Deve alla scrittura la possibilità di raggiungere un’età così veneranda».
Per lo scrittore di best seller Andrea Vitali «Carla Porta Musa è stata l’interprete di tante pagine della nostra storia che ormai non ci sono più. Ha tratteggiato tanti usi e costumi quale testimone di un tempo che ha saputo ricreare nella sua memoria e nella sua scrittura e anche nella sua stessa vita».

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