I baristi del centro brindano con lo champagne

I gestori dei locali
«Si è data pari dignità al diritto delle persone di riposare e di lavorare»
Ieri sera, in città, si è festeggiato. C’è chi, all’interno dei locali del centro storico, ha stappato bottiglie di champagne. Non si trattava di qualche cliente facoltoso o di una cena Vip, ma degli esercenti che hanno brindato alla salute del Consiglio di Stato. Hanno lodato, calici in mano, la decisione dell’organo governativo che ha sospeso l’ordinanza comunale anti-movida.
Hanno bevuto alla salute dei loro clienti che non saranno più obbligati a rientrare a casa, come nella favola di Cenerentola, allo scoccare della mezzanotte.
Negli ultimi due anni, infatti, le estati in riva al lago erano state caratterizzate dallo scontro costante tra i residenti, infastiditi dai rumori della movida, e i ragazzi desiderosi di divertirsi. A cercare di fare da paciere era intervenuto Palazzo Cernezzi, imponendo il coprifuoco a mezzanotte e prevedendo alcune deroghe specifiche solo per il fine settimana. Di fatto imbavagliando, come sostenuto dai baristi, i giovani e i turisti a passeggio per la città. Dopo un primo ricorso al Tar, presentato nel luglio del 2011 da un gruppetto agguerrito di esercenti che però non ottenne successo, giovedì è invece arrivata la decisione del Consiglio di Stato. E ieri mattina, da piazza Mazzini a via Diaz, due dei centri nevralgici della movida e della relativa protesta dei cittadini, il clima era decisamente rilassato.
«Mi fa veramente piacere sapere che finalmente i nostri diritti sono stati rispettati – interviene il titolare della pizzeria “Taverna Messicana”, Renzo Erasmi – In passato si è discusso veramente troppo di questo argomento. Oggi il Consiglio di Stato si è finalmente espresso. E leggendo quanto deliberato non possiamo che essere contenti».
Un passaggio in particolare ha suscito la soddisfazione di Erasmi e degli alti esercenti. «L’interesse alla quiete pubblica e alla sicurezza va contemperato con l’interesse all’attività produttiva che non è di minor dignità», si legge nella determina del Consiglio di Stato. Ed è proprio questo il punto chiave. «Si è data pari dignità al sacrosanto diritto delle persone di poter riposare ma allo stesso tempo anche al nostro diritto di lavorare». Soprattutto in considerazione del fatto che Como «dovrebbe essere una città a vocazione turistica», dicono in coro numerosi esercenti. «Una decisione sacrosanta. Siamo ovviamente molto contenti – interviene anche Andrea Masarati del Caffè Mazzini – Abbiamo sempre detto che non era ipotizzabile sbarrare i locali a mezzanotte. Un vero controsenso se si vuole incentivare il turismo». Ma non solo.
«Abbiamo sempre sostenuto che il rumore e i gesti incivili venivano causati da gruppetti di balordi che non avevano nulla a che fare con i bar e i ristoranti che svolgevano semplicemente il loro lavoro», aggiunge Andrea Masarati. Ma c’è anche chi non è del tutto convinto e pensa che in futuro le cose potrebbero cambiare. «La sospensione dell’ordinanza è arrivata adesso. A novembre quando la clientela non sta all’aperto – dice Mirco Andreani del bar ristorante Le Soste di via Diaz – Da qui alla prossima estate potrebbe nuovamente cambiare tutto».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La protesta inscenata dai baristi lo scorso anno fuori da Palazzo Cernezzi dopo l’emissione dell’ordinanza

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