I carabinieri dei Nas all’ospedale di Cantù: acquisiti documenti

Ospedale Cantù

I Nas, Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri, si sono presentati ieri mattina (su mandato della Procura di Como, pm Antonia Pavan) all’ospedale di Cantù, chiedendo l’acquisizione di documenti relativi alla gestione dell’emergenza coronavirus nel nosocomio brianzolo.
«Asst Lariana garantisce la massima collaborazione agli organi inquirenti, nella consapevolezza di aver sempre agito correttamente nella tutela dei pazienti e dei propri operatori», ha fatto sapere l’Ente con una nota stampa giunta ieri in redazione. L’ospedale di Cantù è dunque uno dei due presìdi finiti nelle indagini della Procura lariana, assieme ad altre 10 Rsa del territorio. Tutti i fascicoli si muovono autonomamente.
L’indagine su Cantù, sarebbe stata aperta “di iniziativa” all’interno del palazzo di giustizia lariano e non, come negli altri casi, in seguito a un esposto presentato da parenti di malati oppure da legali in loro rappresentanza. I Nas avrebbero recuperato documentazione e cartelle cliniche dei pazienti.
Intanto, sul fronte del contagio, prosegue la curva discendente in tutta la Lombardia. Ieri in provincia di Como sono risultati altri 14 tamponi positivi per 3.660 totali da fine febbraio. Una persona è deceduta con il Covid19. Sono 993 i pazienti positivi che sono stati assistiti all’ospedale Sant’Anna di San Fermo durante la pandemia, di cui 849 della provincia di Como.
Il primario di Malattie Infettive, Luigi Pusterla, 60 anni, è al Sant’Anna dal 1992, quando l’emergenza aveva il nome di Aids. «E mai avrei immaginato di dover assistere a una seconda pandemia di tali proporzioni», ha commentato ieri.

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