I casi al Sant’Anna “scendono” a tre. Test negativo per l’anziana di Solbiate

Prime due positività a Bologna

Tampone negativo. L’anziana di Solbiate ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Sant’Anna e considerata inizialmente tra i possibili casi positivi al Coronavirus in realtà è risultata negativa al test sulle mucose che può identificare la presenza di Covid-19.
Il caso più serio tra i ricoverati all’ospedale Sant’Anna rimane quello del paziente trasportato da Bergamo, un anziano con un quadro clinico già compromesso da patologie pregresse. L’uomo è in prognosi riservata in terapia intensiva. Sono invece nel reparto di Malattie infettive il giovane di Tradate e un’anziana religiosa dell’Erbese. Quest’ultima al momento non viene ancora considerata però il secondo caso comasco di Coronavirus. Si attende infatti l’esito del contro-esame.
Restano invece stazionarie le condizioni del primo (e al momento unico, secondo i bollettini ufficiali della Regione) paziente della provincia lariana, l’84enne di Como domiciliato a Lipomo.
L’uomo resta ricoverato all’ospedale Manzoni di Lecco, dove era stato portato in ambulanza dal Fatebenefratelli di Erba dove era avvenuto il primo controllo.
Il numero dei ricoveri comaschi potrebbe presto però crescere. La carenza di letti di terapia intensiva, in particolare nella zona rossa del focolaio del virus, ha portato Regione Lombardia a decidere di destinare al Sant’Anna altri due pazienti attualmente ricoverati uno a Lodi e l’altro a Piacenza. L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ieri sera, nel corso della consueta conferenza stampa di bilancio quotidiano, ha fornito gli ultimi numeri della situazione lombarda.
Dall’inizio dell’emergenza i tamponi positivi sono 615. Sono sati effettuati complessivamente 5.723 esami su residenti nell’area lombarda. I ricoverati in ospedale (tra i positivi) sono 336, 80 in terapia intensiva, mentre gli altri 256 in reparti diversi, pur sempre in regime di completo isolamento.
Il numero dei decessi è salito a 23. «Tutte persone – ha detto Gallera – particolarmente anziane, tutte con patologie presenti e quadro clinico compromesso». Cresce anche il numero delle guarigioni, sono 60, mentre calano gli accessi giornalieri agli ospedali: si è passati dai 44 del 26 febbraio, ai 39 del 27 febbraio, ai 28 di venerdì. I casi in fase di verifica (compreso quello della religiosa erbese) sono 18.
La Lombardia, inoltre, su indicazione dell’Oms, sta valutando di dedicare un ospedale esclusivamente ai malati di Coronavirus. Gallera ha anche spiegato che è partito il reclutamento, all’interno degli altri presidi, di figure mediche specifiche (infettivologi, medicina d’urgenza, internisti). Ad esempio, dall’ospedale di Varese specialisti si sposteranno a Lodi e anche le strutture sanitarie private accreditate stanno contribuendo con l’invio di personale.
Da martedì sarà operativo a Milano anche l’ospedale militare di Baggio, dove saranno trasferiti i pazienti che possono essere dimessi, ma che sono ancora positivi, così «da liberare posti nelle altre strutture. Nei presidi di Lodi e di Cremona le ambulanze non trasportano più le persone, ma le “dirottano” su altri ospedali così da non sovraccaricare il sistema sanitario lombardo» ha concluso l’assessore Gallera.

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