«I centri estetici chiudono e si diffonde il lavoro abusivo». La denuncia del presidente del settore in Cna

Zona rossa a Como

I centri estetici abbassano nuovamente le serrande e annullano gli appuntamenti in calendario.
L’ennesimo lockdown imposto a questo settore dalla tanto contestata zona rossa, colpisce e indebolisce centinaia di lavoratori e imprenditori del comparto.

E come effetto controproducente oltre a «dover chiudere le nostre attività – ha detto Nadia Galli, presidente dell’Unione benessere e sanità di Cna Lario Brianza – si osserva la smisurata diffusione del lavoro abusivo quale tragica conseguenza della serrata dei centri estetici, i cui titolari hanno investito migliaia di euro per garantire la massima sicurezza del cliente». Come noto infatti con il Dpcm 14 gennaio 2021 e con il ritorno della Lombardia nella fascia di contenimento del virus della “zona rossa”, a partire dal 17 gennaio i centri estetici si sono ritrovati nella situazione di non poter esercitare la professione.

«Una misura alla quale siamo ormai, purtroppo, abituati. Scatta la zona rossa e le attività dei servizi per la persona vengono limitate a lavanderie, servizi di pompe funebri e saloni di acconciatura. Una logica del contenimento del virus che vede il centro estetico come luogo poco sicuro, nel quale il rischio di contagio sarebbe più elevato che altrove», dice il presidente.

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