I comaschi di Arcore e i quattro sindaci

La crisi politica
Tutto ebbe inizio nel dicembre del 1993

(f.bar.) Siamo nel dicembre del 1993 e, in una villa di Arcore, un gruppo di persone sta perfezionando gli ultimi dettagli per far sorgere un nuovo progetto politico. Padrone di casa, Silvio Berlusconi.
Con lui Marcello Dell’Utri, vero artefice della nascita, il 18 gennaio 1994, di Forza Italia. Oltre all’avvocato dell’Utri, che per anni avrà casa sul Lario (la villa di Torno poi venduta a Berlusconi ndr), ad Arcore ci sono i comaschi Giorgio Pozzi e Pierpaolo Prizzi (ex Dc ed ex dirigente

della Standa), scomparso nel 2008. Poco dopo, in città, apre il primo club comasco di Forza Italia. Oltre a Prizzi, aderirono, tra i tanti, Mino Bruno, che ne fu anche il presidente, e poi Luigino Monti, Giovanni Fontana, Guido Mancina e Umberto Savelli. Le prime riunioni si tennero a Tavernola dove venne individuato il candidato sindaco Alberto Botta. Il partito di Berlusconi esprimerà il sindaco di Como per quattro mandati consecutivi con la staffetta Botta-Bruni.
Altra tappa decisiva in quasi vent’anni di Forza Italia sul Lario, il congresso provinciale che nel 2004 elesse Mario Alberto Taborelli segretario provinciale. Il biennio finì con le guerre interne tra le diverse anime del partito, in particolare i liberal e i ciellini e le dimissioni di Taborelli. Così venne catapultato sul Lario il pavese Luigi Fabbri, in carica fino al 2008. Sotto la sua guida, arrivò l’annuncio che entro il 2008 sarebbe nato anche a Como il Popolo della Libertà.
Ma sotto le bandiere di Forza Italia, in attesa della nascita del Pdl, si continua a consumare la battaglia tra le correnti.
Il 29 marzo 2009 ecco nascere il Pdl anche sul Lario, con coordinatore provinciale il senatore proveniente da Alleanza Nazionale, Alessio Butti. Tra alterne vicende, il Popolo della Libertà subirà una pesante sconfitta alle amministrative del 2012.
Nelle competizioni elettorali, alla Camera il record del Pdl viene segnato nell’aprile del 2008 con il 35,49% a livello provinciale. Anche Forza Italia, però, nel 2001 sfiorò il 35% (34,40%). Il punto più basso toccato dal partito di Berlusconi in provincia di Como è invece il 23,01% delle consultazioni del 24 e 25 febbraio scorso.
Tornando alla città di Como, il minimo storico viene raggiunto nelle Amministrative del 2012, quando il simbolo del Popolo della Libertà raccoglie solo il 13,66%. In realtà, in città lo stesso Pdl si presentò diviso, con Sergio Gaddi e Anna Veronelli candidati nelle fila di Forza Cambia Como (8,57%) e altri ex forzisti ed ex pidiellini candidati tra i finiani (2,30%).

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