«I contagi saliranno ancora ovunque: picco previsto alla metà di giugno. Ma questa volta siamo più preparati»

Secondo un calcolo della Agenzia di Stampa France Presse

Come si muoverà il Coronavirus nelle prossime settimane? E qual è la fotografia attuale del tasso di contagiosità R0? Davide Tosi, giovane ricercatore dell’Università dell’Insubria, ci viene incontro su entrambe le questioni. Con il progressivo allentamento delle misure di contenimento, il numero dei contagiati potrebbe calare fino a giugno, per poi risalire oltre mille casi giornalieri (su scala nazionale) attorno alla metà del mese.
Dato che il ricercatore dell’Università comasco-varesina, il primo ad aver disegnato la curva del contagio, ricava analizzando il suo modello e considera realistico.
L’ha spiegato anche venerdì sera nel corso di “Nessun Dorma”, il talk show di Etv.
Attualmente i nuovi casi quotidiani su scala nazionale sono circa 600. Si andrebbe quasi al raddoppio dei nuovi tamponi positivi.
«Oggi possiamo avere uno scenario realistico inserendo nel dataset i numeri dal 21 marzo al 20 maggio – ha spiegato il ricercatore Tosi – Il modello di curva predice molto bene il futuro. Avremo un rallentamento nel numero di contagi giornalieri fino ai primi di giugno, attorno alle 400 unità su scala nazionale. Poi questa curva tenderà a risollevarsi fino al migliaio di casi giornalieri attorno al 18 giugno».
Un scenario verosimile, con la crescita dei contatti causata dalla graduale fine del lockdown, che aumenta il movimento delle persone con tutti i rischi collegati.
Ma sarà uno scenario drammatico come lo scorso marzo? Tosi si sente di dare rassicurazioni in materia. «Dovesse concretizzarsi la seconda ondata di contagi, non saremmo impreparati come a febbraio – sottolinea – Non c’è da preoccuparsi più del dovuto perché in questo momento abbiamo tutte le misure per contenere gli effetti del Coronavirus. Proprio perché abbiamo avuto più di tre mesi per aumentare la conoscenza del virus sia sul fronte sanitario sia su quello socio-economico».
Relativamente al tasso di contagiosità attuale del Coronavirus, Tosi ci viene incontro con il calcolo differenziale di R0. Si tratta del metodo più preciso per leggere un’epidemia ancora in corso. Il ricercatore elabora il dato nazionale, quello regionale e provinciale. Più ci si avvicina allo 0, più è bassa la contagiosità.
A livello regionale, la Lombardia è a 0,8, il Veneto a 0,7. Il Piemonte, che ha visto negli ultimi giorni un numero di contagi significativi giornalieri, ha ancora un R0 pari a 1. Il 22 maggio in provincia di Como si aveva un R0 a 0,70, uno dei più bassi del territorio. Nella fase 2 la discesa è stata dello 0,15 (il 4 maggio era 0,85). Per quanto riguarda le altre province, il modello del ricercatore dell’Insubria definisce molto positiva la situazione sulla provincia di Lodi, che aveva visto da subito l’introduzione di misure molto restrittive (Zona Rossa dal 24 febbraio a Codogno e dintorni). I tasso di contagiosità era sceso sotto l’1 (R0 pari a 0,7) verso il 20 aprile per poi risalire a metà aprile e scendere nuovamente al valore attuale di 0,6. La provincia di Cremona, al momento, registra il valore di R0 più basso, pari a 0,5. Milano, Lecco e Monza Brianza al momento hanno un R0 prossimo a 1, con un trend in lieve discesa per Milano e Lecco, in salita per Monza.
«Il dato R0 italiano e lombardo sono abbastanza prevedibili – spiega Tosi – in quanto, in questo momento, ci troviamo al temine del nostro “cammino epidemico” (32 giorni circa di salita per raggiungere il picco massimo di contagi giornalieri, 43 giorni di discesa che ci stanno riportando lentamente verso il reale contenimento totale della pandemia), con l’introduzione della Fase2 e in linea con la curva osservata a Wuhan e che verosimilmente vedremo anche per le altre nazioni mondiali».
«Il nostro modello di inizio marzo prevedeva infatti un’attenuazione del contagio verso fine aprile, inizi maggio, per poi attendere due ulteriori cicli di incubazione Covid-19 (di circa 30 giorni) per avere l’epidemia definitivamente sotto controllo con un R0 uniforme inferiore a 0,5» conclude.

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