LA NUOVA NORMA DETTATA DA BRUXELLESRitengo opportuno intervenire sulla lettera di intenti che il governo Berlusconi ha inviato all’Unione Europea in riferimento alla modifica dell’età pensionabile. Bruxelles ha invitato il nostro Paese a innalzare gli anni per accedere alla pensione: ossia da sessantacinque a sessantasette anni, uomini e donne. Inoltre, per le aziende che si trovano in difficoltà, era stata ventilata la sciagurata possibilità di poter licenziare senza peraltro ricorrere alla cassa integrazione. Naturalmente tutto ciò non stava bene ai sindacati che minacciavano una mobilitazione generale. Al di là di questo secondo aspetto, ora rientrato, permane un punto interrogativo, ossia se è dignitoso per i lavoratori terminare la propria carriera quando si è anziani e stanchi, o se non lo è affatto: dopo tutto si vive una volta sola.E, purtroppo, la stessa Unione Europea molto spesso dimentica che non siamo carne da macello.Gianni Noli
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