I frontalieri crescono nonostante la pandemia

Dogana Frontalieri

In Ticino sono 67.311, ma i dati statistici potrebbero essere “gonfiati”

Neanche il Covid è riuscito a fermare la crescita dei frontalieri in Svizzera? Secondo i dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica i lavoratori pendolari alla fine di giugno con il mitico “permesso G” attivi in Svizzera sono saliti a circa 332mila.
In Canton Ticino, dove si concentra la maggior parte di frontalieri comaschi, ve ne sono 67.311, con una variazione leggermente negativa sul primo trimestre dell’anno -0,8%, ma positiva se paragonata al secondo trimestre del 2019 (+1,8%). Come rivela lo stesso Ufficio di Statistica i dati potrebbero però essere “gonfiati”.
Su scala nazionale sono i francesi a rappresentare oltre un frontaliere su due (55,2%), mentre il 23,0% e il 18,4% dei lavoratori pendolari in Svizzera vivono tra Italia e Germania. Negli ultimi cinque anni il numero di frontalieri è salito da 297mila del secondo trimestre 2015 ai 332mila del 2020, che corrisponde a un incremento del 11,6%. Dal 2018 è cambiato però anche il sistema di verifica ed elaborazione dei dati in particolare per quanto riguarda il Cantone Ticino.


«La pandemia potrebbe aver portato a un aumento del numero di cessazioni di attività dei frontalieri – si legge nella nota dell’Ufficio di statistica – Tuttavia, dal momento che alcuni di essi hanno mantenuto il permesso di lavoro, figurano ancora nel sistema». La crescita dei frontalieri messa in evidenza viene così considerata «superiore a quella reale. L’Ust si impegna a trovare una soluzione per correggere retroattivamente tali serie nel terzo trimestre 2020» si legge nella nota.

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