I furbetti delle immatricolazioni scovati dalla finanza di Oria

Guardia di Finanza

Tempi durissimi per i furbetti delle immatricolazioni, finiti sotto la lente della guardia di finanza di Oria. Da gennaio a oggi, i militari della tenenza di confine hanno sequestrato automezzi per un valore complessivo di 166mila euro, tutti immatricolati in Svizzera ma condotti da persone residenti stabilmente in Italia.
Le indagini delle fiamme gialle hanno ricevuto anche un impulso dal lungo periodo di lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19. In quei mesi, infatti, con le dogane chiuse e il traffico verso il Ticino ridotto ai minimi termini, le auto con targa svizzera che circolavano sul territorio lariano spiccavano molto più di prima. E hanno inevitabilmente suscitato l’interesse dei finanzieri.
La legge vieta di immatricolare un’auto all’estero e di usarla normalmente nel Paese di residenza. Per vari motivi. Non ultimi, ovviamente, l’evasione dell’imposta di bollo e l’impossibilità (o la difficoltà) di risalire al proprietario in caso di contravvenzione. «In realtà, sul Lario il fenomeno delle immatricolazione estere sembra essere abbastanza ampio – dice il luogotenente Rocco Buccafurri, comandante della tenenza della guardia di finanza di Oria – e riguarda sia i frontalieri sia persone che non lavorano in Ticino». Sta di fatto che in questi mesi le fiamme gialle hanno sequestrato almeno 7 auto e uno scooter: tra questi mezzi anche una Jeep Cherokee, una Audi A3 e un’auto di lusso di particolare pregio, il cui proprietario, così come accertato dai militari, risulta residente da tempo in un comune dell’Altolago. Per tutte le auto e lo scooter non erano state assolte le «formalità doganali» previste dalla legge (il pagamento del dazio, pari al 10% e dell’Iva italiana, che è al 22%).
Questi veicoli, quindi, avrebbero potuto essere utilizzati soltanto dall’intestatario (o da un congiunto) oppure da un terzo previa autorizzazione del titolare. Invece erano di fatto di proprietà di persone residenti in Italia che li utilizzavano senza l’autorizzazione doganale e in violazione di tutte le regole. Secondo la finanza, siamo di fronte alla «nuova frontiera del contrabbando». Un fenomeno, come detto, diffuso: «quello che vede cittadini italiani comprare auto anche di lusso in paesi extra-UE per risparmiare sul bollo auto, sull’assicurazione e su altre imposte o per rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di eventuali sanzioni».
I trasgressori sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane di Como per illecito amministrativo di contrabbando. Rischiano tutti multe salatissime, anche di decine di migliaia di euro.

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