I limiti sulla Napoleona tra assurdità e ipocrisie

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di Giorgio Civati

Tra i tormentoni di Como e dintorni (e sono molti, dalle paratie alla Ticosa, dal traffico al lago prima basso, poi alto, poi chissà…) nelle ultime settimane si è aggiunto prepotente il dibattito sulla velocità in Napoleona.

Incidenti anche gravi hanno suscitato preoccupazione, e mentre i vigili “pattugliano” la strada muniti di telelaser nel tentativo di far rallentare i veicoli e limitare i pericoli, la discussione ha raggiunto toni che – se non si trattasse di tema serio, la sicurezza stradale, con tanto di morti e feriti – sarebbe da definire assurda.

Proviamo a spiegarci. Assurdo, infatti, ci sembra scandalizzarsi per il superamento dei 50 chilometri all’ora, in salita o in discesa. I 90 o i 110 sono pericolosi, lo sappiamo e lo riaffermiamo ancora una volta, ma che dire dei 50? Quasi impossibili da rispettare, anche con tutta la buona volontà e col freno schiacciato. Addirittura pericolosi pure loro, questi benedetti 50 all’ora, perché quasi nessuno li rispetta e tutti sorpassano il temerario “tartaruga”.

Ora, per quel poco di Codice della strada e di leggi che sappiamo, ci rendiamo conto che se un limite esiste quello deve essere. E basta. Quindi, se non si possono cambiare i regolamenti, quei regolamenti devono essere osservati. La chiamano certezza del diritto quelli che se ne intendono: mica ci si può affidare alla valutazione del singolo, regola è e regola deve essere.

E va bene. Quello che non va per niente bene, invece, è questo stracciarsi le vesti e strapparsi i capelli da parte di esperti veri o presunti, addetti ai lavori, opinionisti più o meno seri e umanità varia, tutti scandalizzati per davvero o forse per finta del superamento dei limiti.

Tutti crociati del 50 chilometri all’ora. Ma tutti chi?

Siamo tutti sicuri di percorrere la Napoleona a 50 all’ora? Siamo davvero tutti convinti di viaggiare su quella strada costantemente entro i limiti di velocità? Di rispettarli, sempre e comunque, di giorno e di notte?

Pur condannando i 110 all’ora o roba simile, ci sembra insomma totalmente ipocrita sventolare il rispetto del limite di velocità come cosa buona e giusta.

I 50 all’ora in Napoleona sono un’assurdità, ma se ce lo dice la legge ci adeguiamo, ci mancherebbe. Soprattutto se i vigili distribuiscono multe e tolgono punti alle patenti.

Ci adeguiamo ma non ci accodiamo alla folla che predica bene e molto probabilmente razzola male. Un po’ meno ipocrisia, partendo dai limiti di velocità della Napoleona, potrebbe essere un buon inizio per cambiare qualcosa nella nostra città, nella nostra vita, nel nostro modo di rapportarci con la realtà e con gli altri.

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