I nuovi totem turistici sollevano il dibattito fra le guide. Gaddi: «Non si leggono»

Totem informativi a bassa leggibilità in via Bernardino Luini

«Voi siete qui», detto con scritte e cartine bianche su fondo nero. Il Comune di Como l’estate scorsa ha presentato la nuova cartellonistica per il centro. La nuova immagine coordinata da fornire a visitatori e cittadini per orientarsi tra le meraviglie d’arte e storia, i trasporti e i servizi di prima necessità, che è andata a sostituire quella varata dalla giunta Bruni, è stata firmata dall’architetto comasco Sergio Beretta. Non tutte le guide turistiche cittadine sono però d’accordo sull’efficacia dei nuovi totem appena installati nei punti strategici.
«Elegantissimi, è indubitabile, ma si leggono poco. E il colore nero crea distacco. E siamo in tanti a pensarla così», dice una guida critica sull’esito finale dell’operazione. Che aggiunge: «Li preferivo nella versione precedente».
«I primi criteri della cartellonistica devono essere semplicità e chiarezza, senza usare colori violenti. Questi non parlano a tutti ma a pochi» commenta un’altra guida.
Chi ha problemi di vista, aggiungono altri, potrebbe faticare a leggere le scritte piccole in alcune parti dei totem. Un’altra guida, che preferisce l’anonimato, accusa invece i precedenti totem di essere «inguardabili» e «privi di una vera e propria mappa della città», mentre la cartellonistica attuale «fornisce molti particolari ed è l’esito di un lavoro di approfondimento e di ricerca». «C’è stato un grande gioco di squadra – aggiunge – con riunioni e scambi di idee tra il progettista e le associazioni delle guide turistiche, che hanno fornito suggerimenti sulle informazioni essenziali da aggiungere. Chi si lamenta oggi avrebbe dovuto farsi valere mesi fa durante il progetto».
Da parte sua l’ex assessore alla Cultura e al Turismo di Como, Sergio Gaddi, artefice delle grandi mostre di Villa Olmo dal 2004 al 2012,commenta icasticamente di fronte a un nuovo totem: «Mamma mia. Non si leggono». Le nuove mappe prevedono percorsi tematici (ad esempio su Razionalismo, spazi espositivi, eredità voltiana, la Como romana).

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