I resti dell’antica tomba in via Sant’Abbondio. L’archeologo: «Si tratta di una sepoltura plurima»

Tomba via Sant'Abbondio

I resti di un’antica tomba di famiglia: è la scoperta che si sono trovati davanti gli operai impegnati nei lavori della rete fognaria che sono in corso in via Sant’Abbondio a Como, a poca distanza dalla basilica omonima e dal chiostro dove ha sede il polo umanistico dell’università dell’Insubria.
«Nel corso dei lavori per la nuova tombinatura della via comasca è emerso un contesto tombale – ha spiegato Stefano Cervo, della società “C&V studio di archeologia Srl”, incaricata di svolgere assistenza negli scavi per conto della Soprintendenza – Quella di Como è una città antica che non è nuova a ritrovamenti archeologici significativi».
«Si tratta di una sepoltura plurima – continua Cervo – Abbiamo trovato resti di due adulti, un bambino e il cranio, anch’esso probabilmente appartenente ad un secondo bambino».
La tomba rinvenuta in via Sant’Abbondio non risulta però integra.
«I resti sono andati distrutti nel corso del tempo, compromessi dallo scavo dell’acquedotto che ne ha asportato buona parte», spiega Cervo, che sul perché la tomba si trovi accanto alla chiesa di Sant’Abbondio aggiunge: «Si tratta di un edificio antico, le chiese allora venivano comunemente utilizzate per seppellire i morti. Non dobbiamo dunque stupirci che questo ritrovamento avvenga nelle immediate vicinanze della Basilica di Sant’Abbondio».
I resti sono oggetto di analisi per risalire all’epoca a cui appartengono.
«Per quanto riguarda la datazione abbiamo solo indicazioni indirette – conclude l’archeologo Stefano Cervo – La struttura tombale è realizzata con laterizi di età romana di riuso, un caso frequentissimo, ed è sicuramente in connessione all’edificio sacro».

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