I sindacati dubbiosi sulla proposta di trasformazione del casino di Campione d’Italia in una clinica

Il casinò di Campione d'Italia

«Un’idea che mi sembra non abbia proprio i piedi per terra. Il Casinò di Campione deve rinascere dalla casa da gioco». Giovanni Fagone (Slc Cgil), non è convinto della proposta in arrivo da un gruppo di imprenditori svizzeri che sarebbero pronti a mettere 100miloni di franchi sul tavolo per creare, al posto del casinò, una clinica ad alta specializzazione, appartamenti e un museo. «Si deve ripartire al più presto anche perchè in media ogni giorno di chiusura equivale a perdite che oscillano fra i 300 e i 400mila euro – spiega Fagone – Mi sembra di difficile realizzazione questa ipotesi. Quella di Campione è una comunità in ginocchio che ha bisogno di risposte concrete e immediate».

Campione d'Italia
Campione d’Italia

Più possibilista il segretario della Fisascat Cisl Como-Varese, Domenico Panariello. «Se guardo a questa iniziativa da un punto di vista lavorativo potrebbe anche essere un’opportunità. È però necessario capire le ricadute occupazionali su chi in questo momento è senza lavoro e soprattutto bisogna conoscere tutti i dettagli dell’operazione».

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