Il baco da seta risorge nella filiera

Bachi da seta

Presentato ieri al Museo della Seta di Como, in occasione del mese della bachicoltura, il progetto “#bacomania” che intende valorizzare una memoria storica lariana come la gelsibachicoltura.

Da sinistra, Francesca Paini e Bianca Passera
Da sinistra, Francesca Paini e Bianca Passera

L’iniziativa si deve a Francesca Paini, presidente della cooperativa sociale “Tikvà”, che ha illustrato un mese di eventi dedicati al baco da seta.
«La nostra “Bacomania” è esplosa un anno fa quando abbiamo fatto un centinaio di laboratori nelle scuole – ha detto Francesca Paini – Non vogliamo far concorrenza alla Cina, ma generare una cultura. Dietro ai bachi c’è una serie di memorie storiche legate al lavoro che intendiamo recuperare».

«Abbiamo cercato di capire quali condizioni ci siano per una ripresa della gelsibachicoltura che di fatto a Como non è mai morta – ha proseguito – come economia di integrazione. Con il nostro mese di eventi cerchiamo di capire, anche con il censimento di tutti i gelsi lariani con la georeferenziazione, se ha una sostenibilità come fattore di promozione soprattutto a sostegno di economie fragili come imprese agricole e cooperative di inserimento lavorativo dei disabili».

«Il Lario deve credere di più alla candidatura all’Unesco di Como “città della seta”, deve riempirsi di manifesti che lancino questo ambizioso traguardo», ha sottolineato la presidente del Museo della Seta Bianca Passera.

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