Il bilancio di fine anno del sindaco: «Il bicchiere è mezzo pieno»

Mario Landriscina

Il giro di boa è recente. L’incarico del sindaco Mario Landriscina ha infatti superato da pochi giorni i due anni e mezzo di mandato e dunque il 2020 alle porte segnerà l’inizio della discesa – ovviamente solo in termini temporali e non certo per i problemi all’ordine del giorno – in vista della prossima tornata elettorale. Doveroso, essendo l’ultimo giorno dell’anno, tracciare un bilancio generale di quanto fatto e di quanto invece occupa le prime pagine del libro dei sogni del sindaco. La prima valutazione di Landriscina, a livello complessivo, è positiva. «Proprio nei giorni scorsi ho riguardato il programma elettorale, i punti e gli obiettivi che ci si era prefissati, e facendo una valutazione d’insieme posso dire di vedere il bicchiere mezzo pieno». Un’affermazione che con ogni probabilità farà storcere il naso a parte del consiglio comunale e forse – viste el recenti tensioni nella coalizione di governo – anche tra i banchi della maggioranza, che però il sindaco Landriscina rivendica. «Abbiamo raggiunto traguardi significativi per alcune delle operazioni più attese dalla città. Mi riferisco, innanzitutto, all’iter della bonifica della Ticosa, che se verrà rispettato nei tempi ci consentirà, fin dall’avvio del prossimo anno, di iniziare a ragionare fattivamente su cosa fare dell’area. Il Comune ha avanzato un progetto per trasferirci parte degli uffici comunali (insieme a zone verdi, spazi pubblici e parcheggi), ma nel 2020 ci sarà il vero confronto con la società per capire e recepire proposte da valutare entro un anno al massimo»

Il resto dell’intervista sul numero in edicola domani del Corriere di Como

Articoli correlati

1 Commento

  • Avatar
    Sergio , 31 Dicembre 2019 @ 12:59

    Per affermare che il bilancio del sindaco Landriscina è positivo bisogna essere dei bei mattacchioni ottimisti. Personalmente ritengo il suo mandato vuoto, evanescente, inconcludente e mi chiedo perchè lui e la giunta continuino a “giocare di rimbalzo” senza assumere decisioni proprie per la guida della Città. Senza entrare nel merito di problemi complessi mi limito alle cose essenziali e sotto gli occhi di tutti: la pulizia. Non si può certo dire che Como sia una Città pulita e curata da punto di vista del verde pubblico. Ci sono quartieri, come quello di Como Borghi, per citarne uno, dove la pulizia delle strade è ormai da anni che non viene più praticata, vi sono viali alberati dove mancano decine di piante e quelle che ci sono necessiterebbero di cure e potatura. Strade e marciapiedi: nessuno se ne cura così come nessuno si cura di certi “negozi” che durante la loro attività o chiusura lasciano strade e marciapiedi immondi. Un capitolo a parte andrebbe dedicato all’indecenza del Lago, almeno qui la stampa locale ha dato risalto. Il Battello spazzino è sempre rotto e il lago pieno di rifiuti. Possibile che negli anni nessuno si sia posto mai la domanda del perché i “Battelli spazzini” siano sempre in avaria? Chi li ha comprati, chi li gestisce, chi li ripara, chi controlla la loro attività, perché non si agisce contro i responsabili delle inefficienze? La giunta potrà vedere anche il bicchiere mezzo pieno, visto che stanno comodamente seduti in poltrona, ma se si alzassero e andassero di più in giro fra la gente scoprirebbero che il bicchiere è quasi vuoto, anche senza quasi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.