«Il cambiamento è in atto» La sfida è già in corso. Da Ecomobility il messaggio di speranza

Ecomobility 2019

«Il cambiamento è in atto». Con questo messaggio di speranza, sorretto dai numeri, Simona Roveda, direttore editoriale e comunicazione di LifeGate, ha voluto parlare degli obiettivi per il futuro, partendo da quello che pensano e fanno in concreto le persone. «Da anni il nostro Osservatorio monitora le reazioni della gente sui grandi temi. A marzo di quest’anno ci siamo interrogati sulla mobilità alternativa e sull’ambiente. E il trend è positivo, la voglia di cambiare è reale», ha detto Simona Roveda.
Tra i dati più significativi emersi dall’indagine su un campione di 800 persone spicca, innanzitutto, come il 32% degli intervistati conosca il concetto di sostenibilità (+10% rispetto 2018). Inoltre il 94% dice di essere pronto a investire, anche se con sacrifici economici, sulla mobilità alternativa. «Il 9% usa già auto elettriche (si tratta di circa 4 milioni di italiani) e il 23% acquisterebbe auto ibride e elettriche anche se più costose», ha spiegato Simona Roveda. Molto apprezzato poi l’intervento del climatologo Frank Raes. «Il settore del trasporto negli anni si è adattato alle necessità delle nuove città, dell’ambiente e del clima per arginare le conseguenze negative causate dai veicoli. Ma il grande quesito rimane invariato: come ridurre le emissioni di Co2. Ovviamente bisogna limitare i consumi delle auto grazie alla tecnologia, grazie ai mezzi elettrici e ibridi pur restando fermo il fatto che le case produttrici puntano a vendere sempre più auto – ha detto Raes – Obiettivo è modificare il parco auto anche perché i dati sono allarmanti. Negli ultimi 26 anni le emissioni di Co2 solo salite nel mondo del 63% e ormai da 5 anni non si sono più ridotte. Si deve dunque puntare a un futuro possibile dove la parola d’ordine sia sostenibilità».
Concentrato sulla necessità di rivedere gli spazi urbani pensando più all’uomo che ai mezzi è anche Edoardo Croci, docente all’università Bocconi, che ha sottolineato l’importanza delle auto elettriche. «La Cina ne produce 1 milione di esemplari. Ma in cima alla graduatoria per mezzi elettrici circolanti è la Norvegia con il 7%. In Italia sono 30mila i veicoli elettrici», ha spiegato Croci. Esperto del tema in quanto ex assessore alla Mobilità a Como, anche Nini Binda. «Mi complimento con gli organizzatori di Ecomobility perché sono stati forniti dati per capire quale dovrà essere il futuro per non soccombere. Io stesso, quando ero assessore nel 2001, dotai i vigili della prima auto elettrica», ha detto Binda. Diversi poi gli interventi anche di rappresentati di aziende impegnate nell’immaginare il futuro e intente a lavorare per raggiungerlo. «Guardando avanti dobbiamo puntare a una smart city dove le auto siano connesse, autoguidate e condivise», ha detto Andrea Durante di Eldor Corporation S.p.A. «Necessario poi impegnarsi per rendere più facili e meno nocivi gli spostamenti», ha detto Gabriele Aimone Cat, di Bosch. In conclusione arrivano anche le parole del vicepresidente di Acsm-Agam, Marco Rezzonico. «Simili iniziative sono fondamentali per far capire l’importanza di puntare a linee di sviluppo sostenibili – ha detto Rezzonico – e in tal senso la nostra società ha da poco varato il primo bilancio di sostenibilità».

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