Como, il piano del traffico sarà pronto nel 2020. Successo per Ecomobility e il futuro delle auto

Ecomobility 2019

L’orizzonte si allarga e dalle rive del lago di Como lo sguardo si proietta fino in Cina, primo produttore, nel pianeta, di auto elettriche. Un viaggio affascinante che ha come denominatore comune un elemento ben visibile: i mutamenti climatici sono già in atto da tempo e per sopravvivere bisognerà puntare sulla sostenibilità, a partire da una mobilità che sia il meno inquinante possibile.

L’obiettivo è creare un futuro in cui ci si muoverà a emissioni zero, in un paesaggio urbano dove ci si metterà in strada solo se obbligati e soprattutto lo si farà a bordo di mezzi elettrici, ibridi o comunque spinti da combustibili non nocivi. Intorno a questa visione del domani – che però già da alcuni anni inizia a essere sempre più reale – si sono sviluppati gli approfondimenti del convegno Ecomobility.

L’appuntamento, organizzato da Espansione Tv, LifeGate e “Corriere di Como”, sabato ha richiamato un folto pubblico, tra cui molti specialisti del settore, nell’auditorium di via Sant’Abbondio 4. Una giornata di studio e approfondimenti che, oltre ai temi più legati alla realtà cittadina, ha affrontato svariate questioni, con un denominatore comune: la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.


A questo proposito, il Comune di Como sta elaborando, ormai già da alcuni mesi, il nuovo piano del traffico «che sarà pronto entro il 2020 – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità di Palazzo Cernezzi, Vincenzo Bella – È questo lo strumento indispensabile per costruire la mobilità di domani che dovrà essere il più sostenibile possibile. Ci stiamo confrontando con la società civile e con le associazioni del settore per elaborare un piano completo che dia spazio a esperienze come quelle del carpooling e del bike sharing. E che si concentri anche sulle infrastrutture come le colonnine di ricarica per le auto elettriche». Un lavoro lungo che dovrà tenere necessariamente in considerazione anche le caratteristiche del territorio comasco.
«In effetti la realtà di Como, per la sua conformazione orografica, non è semplice. Abbiamo, è vero, autostrade, ferrovie, un idroscalo e il lago con i suoi battelli, ma in ogni caso risulta complesso l’accesso alla città – ha spiegato ieri nel corso di Ecomobility l’assessore Bella – e su ciò si deve lavorare. Su come limitare l’accesso indiscriminato dei mezzi, su come incentivare fortemente altre forme di mobilità alternativa e sostenibile».


Tra gli interventi, tutti seguiti da un pubblico attento, anche quello del presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi. «Dobbiamo andare avanti con decisione sul piano regionale della mobilità. Obiettivo primario è quello di ottenere un aumento del 20% del trasporto ferroviario e del 19% per quanto riguarda il trasporto pubblico locale su gomma. Traguardo da centrare entro il 2020 – ha detto Fermi – A tal proposito è necessario destinare maggiori risorse a questo settore vitale e inizieremo a farlo fin dall’approvazione del bilancio regionale a luglio. La nostra attenzione dovrà essere sempre maggiore in tema di mobilità sostenibile, insistendo anche sulle piste ciclabili che oggi sono ferme a soli 265 chilometri. Stiamo poi lavorando per insistere sugli incentivi al comparto elettrico». E la conclusione è una promessa: «Ora l’impegno sarà di far scendere sempre più le persone dalle auto. Dobbiamo diffondere la cultura dell’ecomobilità».
Esempi virtuosi di altre città sono giunti con gli interventi degli assessori a Mobilità e Ambiente di Parma, Tiziana Benassi, e di Milano, Marco Granelli. Quest’ultimo, in particolare, raccontando dei 52 cantieri aperti a Milano per la metropolitana, ha sottolineato l’importanza del trasporto pubblico.

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