Il campus del San Martino piace all’Accademia “Galli”

Il presidente Amura: «Pronti a investire 1,5 milioni di euro»
Campus universitario del “San Martino” addio? Neanche per sogno.
La recentissima e inattesa retromarcia dell’Università dell’Insubria, che con il nuovo rettore
si è defilata dal progetto della cittadella universitaria, non ha scoraggiato gli altri attori coinvolti da tempo nel piano di recupero dell’ex ospedale psichiatrico. Anzi.
Dopo la conferma di un interessamento al campus giunta dal Politecnico di Como e del Comune, anche l’Accademia Aldo Galli esce allo scoperto e si colloca in prima fila. Purché si arrivi almeno a una definizione di intenti e a condividere un percorso comune entro i prossimi 6 mesi.
«Altrimenti abbandoneremo il piano e ci muoveremo da soli alla ricerca di una nuova sede dove trasferirci. A noi piace l’ipotesi San Martino. Lo consideriamo un luogo ideale per i nostri imminenti progetti di ampliamento. Ma dobbiamo agire subito», dice Salvatore Amura, presidente e amministratore delegato dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – Gruppo Ied.
«La nostra intenzione è trovare una nuova struttura, sempre a Como, dove traslocare. Ecco perché ci interessava il piano San Martino con l’ipotesi di creare un campus e spazi per i giovani», aggiunge il presidente. Esistono anche risorse da impiegare allo scopo. «Abbiamo previsto di investire circa 1,5 milioni di euro per il nostro trasloco dalla sede di via Petrarca. Siamo pronti a impegnarci economicamente. Purché si agisca rapidamente – continua Amura – Entro un anno dobbiamo individuare con certezza un’area adeguata e avviato le procedure per spostarci».
Il sogno è proprio di veder rinascere l’ex ospedale psichiatrico con servizio mensa e spazi di svago oltre che con il campus vero e proprio. «Per noi sarebbe importantissimo. L’Accademia Galli è sempre più richiesta dai ragazzi stranieri. Oggi abbiamo 170 studenti ma puntiamo a quota 300 nei prossimi anni. Abbiamo calcolato come vi sia un incremento del 20% nel numero di arrivi in città, soprattutto da India, Cina, Brasile e Usa – conclude Amura – Ma tutti questi giovani chiedono di poter contare, una volta a Como, su un pacchetto tutto compreso. A partire da un campus, con posti dove dormire, ad altri servizi. Sarebbe un’assurdità non riflettere su tale opportunità».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’Università dell’Insubria, con il nuovo rettore, ha annunciato il suo disinteresse per il campus nell’area del San Martino

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