Il Canton Ticino verso il picco dei contagi. Se la curva non cala Berna imporrà il lockdown

Svizzera, bandiera svizzera

Nuova impennata di casi in Canton Ticino, che si avvicina così pericolosamente al picco dei contagi a due passi dall’Italia, e dalla Lombardia dichiarata zona rossa.
Sono infatti 12.839 le nuove infezioni da coronavirus confermate in Svizzera da venerdì a domenica scorsa, 198 i decessi e 483 i ricoveri in più in ospedale nello stesso arco di tempo.
Il bollettino dell’Ufficio federale della sanità pubblica ieri ha informato anche che sono stati 59.784 i tamponi effettuati, con un tasso di positività pari al 21,5%.
Il numero complessivo delle vittime della pandemia in Svizzera è salito a 3.158 e quello dei ricoveri a 10.448.
In Canton Ticino, nelle ultime 24 ore, 130 persone sono risultate positive al virus, 12.610 dall’esordio dell’epidemia, mentre nell’arco di un giorno 8 persone hanno perso la vita per l’infezione, portando il bilancio dei decessi a 439 morti complessive.
Sul fronte delle strutture sanitarie, 19 persone sono state ricoverate in ospedale, dove si trovano 349 pazienti positivi in totale, 32 in terapia intensiva.
Il medico cantonale ha comunicato ieri, come detto, che il Ticino si starebbe avvicinando al picco dei contagi, punto dal quale poi si andrebbe verso una lenta discesa dei casi.
Le prospettive
Intanto l’emergenza sanitaria in Canton Ticino mette sotto pressione le strutture ospedaliere. Se i contagi entro 10, 15 giorni al massimo non caleranno, Berna ha annunciato ulteriori restrizioni, una sorta di nuovo lockdown che coinvolgerebbe molte attività.
I ticinesi, a tal proposito, si dividono tra quanti non ritengono necessarie ulteriori misure, quanti si affidano ai numeri per le decisioni e quanti invece, intimoriti dalle ripercussioni drammatiche – come in Italia – sull’economia, auspicano che la Confederazione non metta in atto alcun blocco.
Sul fronte delle cure, ritrattano gli autori dello studio sull’Echinaforce che lo scorso settembre, attraverso le pagine di una nota rivista di settore, avevano sostenuto che il preparato a base di erbe era in grado di curare il coronavirus: i ricercatori hanno pubblicato una sorta di rettifica, chiarendo come l’effetto antivirale è stato dimostrato solo in provetta, e servono dunque ulteriori studi clinici per valutarne l’efficacia sull’uomo. La società biotecnologica americana Moderna ha inoltre annunciato che il suo vaccino contro il Covid-19 si è rivelato efficace al 94,5%; la Confederazione ha già sottoscritto un accordo per 4,5 milioni di dosi con l’azienda.
Il caso dei test
Infine, in Canton Ticino, l’Ufficio del farmacista cantonale e la Polizia cantonale comunicano che, dalle verifiche sulla vendita non autorizzata e l’offerta al pubblico di test rapidi per la diagnosi della malattia, sono stati avviati tre procedimenti nei confronti, rispettivamente, di una società commerciale e di due farmacie del Luganese che dovranno rispondere di contravvenzione alla Legge federale sui medicamenti e i dispositivi medici.

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