Il caso dell’asilo di Cernobbio: revocati i domiciliari alla maestra

palazzo di giustizia como

Arresti “domiciliari” sostituiti con l’obbligo di dimora nella città di Como. È la decisione presa ieri dal giudice delle indagini preliminari di Como, Massimo Mercaldo, in merito alla maestra dell’asilo nido di Cernobbio finita sotto inchiesta per presunti maltrattamenti ai danni di cinque bambini della sezione “lattanti” della struttura pubblica. La Procura di Como – pubblico ministero Giuseppe Rose – proprio in questi giorni, come riportato la scorsa settimana, aveva chiesto il processo per la 58enne Maria Viganò. La difesa (rappresentata dall’avvocato Livia Zanetti) aveva invece fatto istanza per il rito Abbreviato, con data ancora da fissare. La donna, dal giorno dell’esecuzione dell’ordinanza, era ai “domiciliari” e su questa misura cautelare pendeva ancora la decisione del giudice. Il legale della maestra aveva infatti presentato istanza di revoca dei “domiciliari”. La riserva è stata sciolta ieri mattina. Il gip ha infatti accolto in parte le richieste della difesa, sostituendo la misura con l’obbligo di dimora nel comune di Como.
In sostanza, nelle motivazioni della decisione, il giudice avrebbe valutato una sostanziale permanenza del pericolo di reiterazione del reato, alleggerendo comunque la situazione perché la maestra, che non ha precedenti, ha anche collaborato in fase di indagine ammettendo le proprie responsabilità. Fin dall’interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari già nei giorni successivi all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare a suo carico, aveva infatti raccontato al magistrato di «avere esagerato» e di «non cercare scuse».
«Ho avuto due mesi difficili, con un grosso problema in famiglia – rispose la donna – Avrei dovuto fermarmi, mettermi in aspettativa. Ho sbagliato a non farlo ma i miei bambini mi hanno sempre apprezzata». Le indagini della Procura di Como hanno permesso di risalire ad almeno cinque famiglie colpite dagli atteggiamenti della maestra, genitori invitati a costituirsi come parte civile.
M.Pv.

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