Musso: trenta coltellate alla madre. «A processo per tentato omicidio»

Tribunale di Como

A processo con il rito Immediato con l’accusa di tentato omicidio della madre. È la via intrapresa dalla Procura di Como (pm Antonio Nalesso) nel fascicolo a carico di Julian Volskaia, 32 anni, originario di San Pietroburgo e chiamato a rispondere delle oltre 30 coltellate inferte alla madre, una 58enne anche lei di origine russa, la sera del 9 maggio in una casa di Musso. Ora toccherà ai legali della difesa valutare eventuali riti alternativi.
In un primo momento si pensava che l’aggressore si chiamasse Petru e fosse un rumeno. Questo, almeno, era stato trovato scritto sui documenti rinvenuti dai carabinieri della compagnia di Menaggio nel luogo dell’aggressione. Poi però la madre, con un filo di voce mentre era ricoverata in gravi condizioni a Gravedona, aveva svelato il segreto: «È stato mio figlio». Non Petru, quindi, ma Julian. Le coltellate erano state inferte in più parti del corpo.
L’aggressore non si era nemmeno premurato di nascondere il coltello usato: l’aveva lasciato in un bicchiere in casa, era salito in sella a una bicicletta e, ancora sporco del sangue della madre, era andato in paese in un bar. Qui l’avevano trovato e arrestato i carabinieri.
Nel rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari di Como, nelle ore successive, l’indagato aveva ammesso quello che gli veniva contestato. Sia sull’identità – «sì, sono il figlio» – sia sull’accaduto, ovvero le coltellate alla donna residente nel territorio del comune di Musso. All’epoca, al gip non aveva spiegato il movente e la causa scatenante di quella furia cieca contro la madre: «Ero ubriaco», si era limitato ad aggiungere.
L’aggressione era avvenuta intorno alle 22.30. Il figlio aveva colpito la madre sull’uscio di casa ed erano stati i vicini – all’udire le urla – a chiedere l’intervento dei soccorsi.

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