Il caso. Il sindacato chiede di rivedere il bando per l’assunzione dei vigili

Polizia locale Como

Anomalie e singolarità nel bando indetto dal Comune di Como per dieci posti da agente di polizia locale. A sostenerlo è il sindacato di polizia locale Diccap (Dipartimento autonomie locali e polizia locali) – Sulpm (Sindacato unitario lavoratori polizia locale) che chiede al Comune di Como di annullare il concorso.
La richiesta è stata inoltrata il 23 gennaio ai vertici dell’amministrazione comunale, al comandante della polizia locale di Como, Donatello Ghezzo e all’Anac, Autorità nazionale anticorruzione.
Diversi i punti contestati all’amministrazione riportati nero su bianco nel documento firmato da Sergio Bazzea, segretario provinciale Como Diccap-Sulpm. Si fa riferimento in particolare a una graduatoria per il medesimo profilo professionale già effettuata in convenzione con il Comune di Erba.
Sotto la lente del sindacato anche un altro punto, quello relativo al limite di età. Poi, «Como potrebbe essere la prima città italiana che assume dei vigili con permesso di soggiorno – spiega Bazzea – È strano che lo faccia un’amministrazione di destra con Lega all’interno».
Il riferimento del segretario è a uno dei requisiti di ammissione alla selezione del bando.
Infine, il documento del sindacato esprime la sua netta contrarietà alla «clausola inserita nel bando che prevede, pena l’esclusione, di essere in possesso di un certificato di idoneità sportiva agonistica per l’atletica leggera».
La risposta dell’assessore alla Polizia locale, Elena Negretti è stata però perentoria.
«La procedura è stata seguita nella maniera corretta con i dirigenti e nel rispetto della normativa», ha replicato l’assessore.
«Sono soddisfatta del bando soprattutto perché permetterà di avere rinforzi sul territorio. Dieci agenti in più. Noi continuiamo su questa strada», ha concluso.

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