Il Challenger di Como e la rivelazione del Roland Garros: “Contenti per lui”

Marco Cecchinato in azione al Challenger di Como
Marco Cecchinato in azione al Challenger di Como

«Marco Cecchinato? Un ragazzo gentile e molto educato che in due anni non mi ha mai creato un solo problema».
A parlare del semifinalista del Roland Garros, che in questi giorni ha fatto appassionare tutta l’Italia al tennis, è Paolo Carobbio, direttore del Challenger di Como che ha avuto l’onore, negli ultimi due anni, di avere il palermitano non solo tra i protagonisti ma anche tra i finalisti, seppur in entrambi i casi sconfitto (dal francese Kenny De Schepper nel 2016 e dal portoghese Pedro Sousa nel 2017).

«Al termine dell’ultima finale si era anche scusato con me per la sconfitta – scherza Carobbio – Nel torneo che organizziamo, in cui girano tennisti professionisti di ogni nazionalità, arrivano richieste di ogni tipo e genere, spesso continue. Cecchinato in due anni non ci ha mai chiesto nulla. Gli andava sempre bene tutto. Davvero una bella persona».

«Quando arrivò nel 2016, la camera per lui era in un albergo tre stelle – ricorda il direttore del Challenger – Da allora non ha mai voluto cambiare. Anche quando, con l’andare avanti del torneo e il liberarsi di nuove camere, si aprivano buchi in location magari più ambite o comode, lui non ha mai preteso nulla ed è sempre rimasto nella sua camera».

Quest’anno – vista la classifica (numero 27 al mondo) – Cecchinato non tornerà in città per il torneo, in quanto sarà negli Stati Uniti per gli Us Open. «Siamo contenti per lui – conclude Carobbio – Un messaggio? No, non l’ho ancora sentito. In questi giorni lo cercheranno tutti. Lo farò prossimamente». Intanto in finale a Parigi è andato l’austriaco Dominic Thiem, anche lui come Cecchinato finalista al Challenger di Como nel 2013.

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