Il cielo in una stanza grazie al Sole

Lo Studio Antimateria animerà le opere di grandi pittori tra cui Van Gogh (nella foto, il suo “Seminatore al tramonto”)

Le ricerche di Paolo Di Trapani al “Festival della Luce”

Sole, arte e architettura. È il perfetto triangolo che illustrerà sabato 20 giugno al Festival della Luce promosso dalla Fondazione Volta Paolo Di Trapani, docente di Fisica ottica nel Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria.
L’esperienza di questo docente e dei suoi colleghi e dei suoi allievi è il segno tangibile di come si possa fare tesoro della conoscenza per aprire nuovi orizzonti e creare tra l’altro un nuovo modo di fare impresa. Sapere e sviluppo, spesso considerati distanti nel comune sentire, trovano così a Como, città di scienza grazie a Volta inventore della pila, un laboratorio di alleanza.
Si deve a Di Trapani e al suo team nell’ambito del parco tecnologico di ComoNExT a Lomazzo, attraverso la ricerca sulla luce e le nanoparticelle, la nascita, 11 anni fa di una startup chiamata Coelux che propone, citiamo dal sito Internet, una «soluzione innovativa per l’illuminazione, l’architettura e l’industria immobiliare volta a creare la percezione di uno spazio straordinariamente ampio, attraverso una vera e propria riproduzione fisica dei fenomeni atmosferici ottici».
Significa che in uno spazio chiuso, di dimensioni variabili a seconda dell’occasione, si può riprodurre l’effetto della luce naturale che entra attraverso l’apertura nel controsoffitto, «con un Sole realistico percepito a distanza infinita circondato da un cielo blu terso». Il cielo in una stanza, canterebbe Gino Paoli.
Il risultato è ottenuto grazie al lavoro di un team interdisciplinare di ricercatori nel campo della fisica ottica, modellazione numerica, chimica, scienza dei materiali, architettura e design.
«Al Festival della Luce di Como di quest’anno – dice Di Trapani – illustrerò in un video l’intuizione, la scintilla nata nei laboratori dell’Insubria che ha portato alla nascita di Coelux – che ha già totalizzato un invidiabile fatturato e ha clienti in tutto il mondo e ha tracciato un percorso di sviluppo che ora stanno percorrendo anche tante multinazionali. Alla base di questa ricerca c’è un pensiero che definirei poetico e mistico dell’architetto tedesco Rudolf Schwarz (1897-1961): cosa vedi quando vedi? Vedi il mondo, la luce, o il sole? Nell’esperienza del vedere, la luce del sole entra nell’occhio, dopo essere stata riflessa, rifratta, diffratta o diffusa dal mondo. In questo modo, dice Schwarz, è la stella originale che in ultima analisi è “ospitata” negli occhi. Non è un fenomeno privo di implicazioni, anzi è la chiave di tutto. Perché questo semplice evento crea l’architettura stessa, dal momento che ci fa percepire l’intero universo come uno spazio abitabile. L’istinto dell’uomo a costruire case e palazzi e chiese nasce insomma dal Sole».
«Per citare il primo canto del Paradiso – aggiunge Di Trapani – è lo stesso che accade a Dante: “Quando Beatrice in sul sinistro fianco / vidi rivolta e riguardar nel sole:/ aguglia sì non li s’affisse unquanco. / E sì come secondo raggio suole / uscir del primo e risalire in suso, / pur come pelegrin che tornar vuole, / così de l’atto suo, per li occhi infuso / ne l’imagine mia, il mio si fece, / e fissi li occhi al sole oltre nostr’uso”. Dante ha visto riflesso il sole nello sguardo dell’amata e così è scoccata la scintilla dell’amore».
Siamo in un certo senso figli del Sole, figli delle stelle direbbe Alan Sorrenti. Anche perché le particelle elementari che compongono la realtà sono tutte figlie del Big bang a ben vedere.
«Il fenomeno fisico della riflessione – sottolinea il professore dell’Università degli studi dell’Insubria – diventa metafora dell’esperienza umana. Come avviene nell’autoritratto di Van Gogh dove l’occhio è in realtà una stella. In tal senso il nostro occhio che è la porta, la finestra del corpo, ospita i raggi del Sole e quindi il cosmo intero lo posso percepire come la mia casa, di cui l’architettura è una sorta di teatro, una cornice dove metto in scena la mia esperienza di essere umano che si differenzia dalle altre creature proprio grazie alla tecnologia».
Al Festival della Luce promosso dalla Fondazione Volta i contributi sono online ogni giorno alle 18.30 sui canali social della fondazione comasca intitolata all’inventore della pila. Il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, alle ore 21.20, il festival culminerà con la trasmissione speciale in onda su Espansione Tv dal titolo Festival della Luce 2020 – Streaming edition con alcuni celebri scienziati, professori universitari e noti divulgatori scientifici. Tra gli ospiti in studio ci sarà il meteorologo e climatologo Andrea Giuliacci. Condurrà il giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone. Collegati on line porteranno la loro testimonianza al festival comasco il Premio Nobel Michel Mayor e il fotografo dei più maestosi ghiacciai del mondo Fabiano Ventura.

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