Il circolo Acàrya accende i riflettori sull’Olocausto

scrittura letteratura poesia

Si sta per chiudere un anno importante per il circolo letterario Acàrya di Como, quello della tournée che ha portato sul Lario l’antologia del  quarantennale, una raccolta corposa di voci e testi, intitolata Mai la parola rimane sola. Ora si lavora ai nuovi programmi.

Era il 17 novembre 1977 quando un gruppo di amici costituì il sodalizio che ha un nome che in sanscrito significa sia colui, sia il luogo dove si insegna con l’esempio. L’associazione senza scopo di lucro si prefigge di promuovere e diffondere ogni espressione di cultura a livello locale e non solo. All’inizio la sede fu in via Vitani, poi in via Palestro e ora è all’ex Circoscrizione 6 di via Grandi 21, di fronte all’ex Ticosa, con implicita funzione di avamposto poetico e simbolo di resistenza attiva, “riserva indiana” contro il caos urbanistico e il degrado sociale.

Il fitto calendario ogni venerdì prevede un appuntamento. Venerdì 14 dicembre  è in calendario la presentazione per il ciclo “Letteratura e Sport” del libro di Paolo Balbi “ARPAD Weisz – il tempo, gli uomini, i luoghi”.
Un allenatore, la grande guerra, le leggi razziali e la Shoah, attraverso trent’anni di storia e tre scudetti.
Presentazione del giornalista Damiano Benzoni, studioso di storia dello sport dell’Europa dell’Est.Con la partecipazione del cantautore Andrea Parodi.

Tutte le serate sono a ingresso libero e si svolgono, salvo occasioni speciali, al Centro Civico (ex Circoscrizione 6) dalle 21.15. Info su www.acarya.it.

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