Il clima non aiuta la pulizia dell’aria, ma l’inquinamento è sceso
Cronaca, Territorio

Il clima non aiuta la pulizia dell’aria, ma l’inquinamento è sceso

Nel 2017 la siccità alternata a precipitazioni di forte intensità hanno creato nel Comasco come in tutta la Lombardia condizioni favorevoli all’aumento dell’inquinamento nell’aria. Lo ha rilevato il National Oceanic and Atmospheric Administration (Nooa) che, a novembre 2017, ha misurato una concentrazione media globale di CO2 atmosferica senza precedenti negli ultimi 800mila anni.

La temperatura media annuale globale, nel 2016, ha invece segnato un anomalo aumento di 1,31 °C sulla terraferma (+1,35 in Italia), raggiungendo un nuovo record per il terzo anno consecutivo.

In Lombardia il 2017 è stato un anno complessivamente asciutto e caldo: le precipitazioni totali annue e numero di giorni piovosi sono stati inferiori alla media del periodo recente, mentre la temperatura media annua in pianura è stata superiore a quella già registrata nel 2016 e vicina ai valori record del 2014 e 2015; il 2017 risulta infatti tra i primi 10 anni più caldi e più asciutti degli ultimi 117 anni.

Tra il 1990 e il 2015, le emissioni di tutti i gas serra sono diminuite grazie alla riduzione prevalente di CO2 raggiunta dal settore energetico; nel 2015, tuttavia, le emissioni sono aumentate del 2,3%, come probabile effetto di una ripresa economica. Per l’Italia, l’obiettivo di riduzione dei gas serra entro il 2020, assegnato dalle direttive europee, sarà raggiunto.

Numerosi e significativi sono i segnali di miglioramento della qualità dell’aria: le emissioni dei principali inquinanti continuano infatti a diminuire, così come i livelli atmosferici di alcuni inquinanti mostrano trend generalmente decrescenti. Questo segnale è presente da anni anche in tutti i dati della nostra regione, con l’unica eccezione dell’Ozono. La situazione della qualità dell’aria rimane però critica, in particolare per il particolato atmosferico (in Italia 40% delle stazioni non rispetta il valore limite giornaliero, in Lombardia questo valore arriva l 75%), il biossido di azoto (il 13% delle stazioni non rispetta il valore limite giornaliero), per i quali continuano a registrarsi livelli elevati, che troppo spesso superano gli standard normativi. Il bacino padano rappresenta una delle aree di maggior criticità. A fronte di questi superamenti dei valori giornalieri, in Lombardia va sottolineato il rispetto del limite annuale di PM10 in tutte le stazioni e nel 75% delle stazioni per l’NO2 (dato 2016).

In continua diminuzione le emissioni delle autovetture, grazie alle nuove immatricolazioni: in particolare, nel 2015 le emissioni di CO2 sono scese notevolmente, raggiungendo i 115,1 grammi di CO2 per km (nel 2005 lo stesso valore era 149,5).
Ecco infine il link per il documento completo http://annuario.isprambiente.it/

20 marzo 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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