Il collasso che «non c’è». Traffico in tilt, il Comune preferisce parlare di rallentamenti

Lunghe code, autosilo pieni (anche Valmulini, eccezionalmente). È la foto di Como sabato scorso, con uno tsunami di auto e pedoni attirati dalle luci della “Città dei Balocchi” e dallo shopping dell’Immacolata. Ma il Comune di Como la pensa diversamente.
«Non è una sconfitta, se c’erano così tante macchine. Non mi voglio assolvere per questo, ma sottolineo che la gente sabato ha accolto l’appello del Comune e usato i parcheggi di cintura e i mezzi pubblici». Così l’assessore alla Mobilità e ai Trasporti di Palazzo Cernezzi Vincenzo Bella ieri in Comune ha fatto un primo bilancio dell’assedio cui è stata sottoposta sabato la città di Como: che in una sola giornata ha raddoppiato per qualche ora gli abitanti. Da 80mila a 164mila (il dato di basa sull’analisi delle celle dei telefonini tramite un apposito programma informatico).
«Si è fatto tutto il possibile – gli ha fatto eco il comandante della polizia locale di Como Donatello Ghezzo – Non si parli di città bloccata ma di traffico lento».
«Guardiamo il lato positivo – ha detto il patron dei “Balocchi Daniele Brunati – Como ha un successo turistico senza precedenti».
«Abbiamo garantito il funzionamento della sicurezza in città – ha detto a sua volta l’assessore alla Protezione Civile Elena Negretti – Il traffico non si è mai bloccato. Non ci sono stati problemi nel servizio di intervento di emergenza. Non è vero che i mezzi di soccorso hanno avuto ritardi come ho letto su qualche testata. Sgombriamo il campo dagli equivoci: si andava a rilento ma il traffico non si è mai bloccato».
La gente ha preso i mezzi pubblici, oltre a intasare di auto Como fino al collasso, è vero. Ieri il Comune ha fornito questi dati: il bus navetta gratis attivo ogni sabato e domenica fino al 6 gennaio sabato scorso ha trasportato 1895 persone nelle due direzioni (dal 24 novembre scorso ne ha trasportate 6546). Inoltre 800 persone sono state trasportate nella giornata di domenica scorsa da Breccia a piazza Cavour tra le 14.45 e le 21.20.
Da Tavernola (parcheggio di interscambio) i biglietti di andata e ritorno del battello sabato sono stati 577 e domenica sono stati 554. I passeggeri trasportati a Como dal 7 al 9 dicembre da Trenord sono stati 32.000, anche grazie a convogli rinforzati nella fascia pomeridiana, lungo la linea Milano Cadorna – Saronno – Como Lago che verranno mantenuti anche nei prossimi weekend prenatalizi. Dove il Comune di Como avrà a disposizione per la polizia locale 5 pattuglie per un totale di una decina di vigili in azione.
«I numeri dicono che il piano del traffico di dicembre del Comune finora ha funzionato – ha rimarcato Bella – ma la quantità di auto sabato è stata maggiore di ogni aspettativa. È il grande tema del contenitore e del contenuto. Impossibile bloccare la città ai principali accessi, occorrerebbe più polizia locale di quella che c’è. Lo stesso problema ci ha impedito di fare una corsia preferenziale per i bus sulla Napoleona. Bisogna affrontare il problema complessivo in tempi più lunghi, la soluzione non si trova dall’oggi al domani».
Con l’ausilio di una grande mappa della convalle e di grafici al computer, Bella ha evidenziato il nodo della questione: «È un problema di complicata soluzione, un territorio con un nucleo centrale cui fanno riferimento da 9 a 12 aree contermini – ha spiegato – Se un cittadino di Civiglio deve andare a Villa Aprica a trovare un parente ricoverato, devo permettergli il transito».
Il problema allora è «come indurre gli automobilisti ad evitare nel loro stesso interesse di incunearsi verso l’autosilo di Auguadri e poi su viale Lecco, fino all’imbuto costituito dal lungolago. La situazione avrebbe bisogno di ben altre analisi – ha ammesso Bella – I numeri fin qui raccolti, e stiamo lavorando a un monitoraggio costante dei flussi, saranno utilissimi per il nostro piano del traffico comunale».
I risultati del collasso di sabato suggeriscono che forse ci si poteva arrivare anche prima, magari legando in modo stringente il bando pubblico per le attività natalizie in città con una programmazione complessiva di sosta e viabilità.
Ci sarebbe il parcheggio per ora fantasma dell’ex Ticosa, 1500 posti la cui mancanza sabato si è fatta sentire e che in estate il sindaco Mario Landriscina aveva promesso per Natale: «Si va avanti con le bonifiche e presto riferiremo novità in merito» ha detto Bella. «Ma quei posti andrebbero pensati non per risolvere un’emergenza ma per migliorare la vita ordinaria in città».

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