Il comasco non rinuncia alle vacanze

Turismo – L’opinione di Corbella, il lariano presidente dei tour operator
Ma diminuiscono i giorni di permanenza fuori casa
I comaschi possono rinunciare a tutto, ma non alle vacanze. Possono scendere a patti purché alla fine si riesca a partire. Ed è quello che dovranno fare anche quest’anno. L’estate 2011 sarà infatti caratterizzata da un numero minore di giorni trascorsi in ferie rispetto al passato. Dodici, in media. Un dato altalenante, che ha caratterizzato gli ultimi anni contraddistinti da una forte recessione economica.
Mare, montagna o viaggi di cultura non importa. Ciò

che conta è chiudersi la porta di casa alle spalle. Cambiano dunque i dettagli del viaggio, ma non la voglia di “fuggire”. Secondo uno studio condotto da Assoturismo-Confesercenti quest’anno andranno via 33,5 milioni di italiani (39 milioni nel 2010).
Ossia sette italiani su dieci.
La spesa media sarà di poco superiore agli 800 euro, il 20% in meno rispetto al 2010. Un andamento che risente di svariati fattori. Innanzitutto la crisi economica che, purtroppo, non è ancora passata. In aggiunta, le tensioni scoppiate in molti Paesi del Nordafrica hanno rallentato le prenotazioni per mete tradizionalmente molto apprezzate dai comaschi.
«È un orientamento che mi sento di confermare – interviene Roberto Corbella, comasco, dall’aprile del 2008 presidente di Astoi (Associazione dei tour operator italiani) – soprattutto per quanto riguarda la contrazione delle ferie. Non mi sento però di essere troppo pessimista sull’andamento generale. Dopo un anno di lavoro si cerca infatti di non rinunciare alle ferie». Bisogna comunque fare delle necessarie puntualizzazioni.
«Questa restrizione nell’organizzare le vacanze si avverte soprattutto nella fascia media di reddito. Chi può spendere lo fa senza problemi. Chi deve far quadrare il bilancio decide ugualmente di partire, ma riduce i giorni o sceglie un periodo meno gettonato e quindi con offerte migliori. Evita il mese di agosto, i giorni a ridosso di ferragosto e si concentra in periodi come giugno o settembre. Compatibilmente con la possibilità di assentarsi in questi mesi, di solito più convenienti». In ogni caso il vacanziere è ora molto più attento.
«Si guardano con sempre maggior attenzione le offerte particolari, le promozioni tutto compreso. Si prenota con largo anticipo, oppure al contrario sotto data per sfruttare i “last minute”. Si vede dove i bimbi sono ospitati gratis – spiega sempre Corbella – Insomma l’indagine è scrupolosa. C’è comunque anche un larghissimo ricorso all’uso delle seconde case. Vanno sempre bene, in base ai nostri dati, anche i viaggi organizzati all’estero». Quest’anno i comaschi per spostarsi e alloggiare dovranno spendere in media 200 euro in più rispetto all’anno scorso. Giusto per citare qualche esempio il costo dei traghetti è aumentato, in certi casi, del 70%. E anche per un biglietto aereo di andata e ritorno si spendono in media 112 euro in più con un rialzo del 25%. In treno invece i prezzi sono lievitati del 7%. «In pochi comunque rinunceranno a un periodo di relax», conclude Corbella. Infine da fonte Enit arrivano buone previsioni sui flussi di turisti esteri in Italia. Secondo gli operatori, tra maggio e ottobre 2011 gli arrivi stranieri dovrebbero crescere del +1,8% rispetto al 2010. E molti giungeranno sul Lago di Como «da sempre una meta prestigiosa che attrae gli stranieri», conclude Corbella.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Nelle agenzie la ricerca delle offerte last minute è sempre più gettonata per poter partire senza spendere un capitale (foto Villa)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.