Il Comune e la sala prove dimenticata

altSilvia Magni: «Saremo operativi per la primavera»
Chi fermerà la musica? Secondo Marco Butti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, sarà la giunta Lucini.
Scoppia il caso della sala prove in via Colonna a Camerlata. Lunedì sera nell’aula consiliare di Palazzo Cernezzi Butti ha evidenziato come non vi siano più notizie degli spazi dedicati ai musicisti. Erano stati allestiti in un’ala dell’ex ospedale psichiatrico San Martino, poi chiusi per problemi di infiltrazioni d’acqua. Quindi la decisione del trasloco.
Butti ha presentato

un’interrogazione a risposta all’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Como e vicesindaco Silvia Magni. La sala prove doveva essere trasferita nella ex scuola “Decio Raggi” di Camerlata. Un anno fa il Comune aveva dichiarato che entro due mesi lo spazio sarebbe stato aperto.
«Il 12 febbraio 2014 – scrive il consigliere di Fratelli d’Italia – una ditta incaricata ha eseguito lo spostamento dei due box, ha fornito copie circa la certificazione elettrica e ha lavorato anche sui condizionatori dell’aria. Nonostante la spesa di circa 23mila euro la struttura è ancora inutilizzabile».
Butti ha anche documentato le condizioni in cui versa lo stabile di via Colonna.
La risposta dell’assessore Magni non è tardata a venire.
«I ritardi ci sono. Abbiamo avuto alcuni problemi – dice – speriamo di aprire entro la primavera del 2015. I certificati della ditta incaricata dei lavori risalgono a febbraio, ma sono stati protocollati in Comune pochi giorni fa, il 23 ottobre scorso – aggiunge Silvia Magni – Abbiamo dovuto anche sostituire alcune parti degli strumenti, irrimediabilmente rovinati dalle infiltrazioni d’acqua».
Ora il Comune attende la certificazione acustica dei box, si dovranno poi allestire la sala polifunzionale e quella per le registrazioni. Infine andrà scelta l’associazione o l’ente che gestirà la struttura.
«Le sale avranno un ingresso indipendente. Gli spazi fotografati da Butti sono in un’altra ala dell’edificio e resteranno a disposizione del settore Patrimonio per altre necessità».
«Forse qualcuno dimentica che noi ci siamo trovati la sala prove in eredità dall’amministrazione precedente – dice ancora Silvia Magni – alcune apparecchiature, collocate in una struttura ammalorata e con infiltrazioni, sono pure obsolete».
«Forse dovremmo aprire un dibattito se un Comune deve fornire un servizio simile, oppure è meglio che crei convenzioni con associazioni e realtà private che già operano da tempo sul territorio e vanno sostenute. La cosa più importante ora è però riuscire ad aprire la sala prove in tempi brevi», conclude.

Paolo Annoni

Nella foto:
Degrado in bagno
Una delle immagini allegate all’interrogazione dal consigliere Butti

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