Il Comune non vuole più le paratie, la Regione “apre”

Dopo l’incontro di venerdì tra Formigoni e Lucini si spera in un nuovo progetto
Paratie, addio. Il progetto del lungolago riparte sostanzialmente daccapo. I dettagli sono tutti da definire ma di certo non ci saranno le barriere antiesondazione, almeno intese in senso classico. Quelle “paratie”, appunto, di cui a Como si parla dal 1993.
Venerdì pomeriggio, il sindaco Mario Lucini ha raccolto dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, un primo assenso a rivedere completamente l’opera.
Lucini ha incontrato Formigoni a Milano. «Risolvere finalmente la questione
lungolago è un’esigenza primaria della città – ha detto Lucini – L’ho ribadito a Formigoni, così come gli ho ripresentato le numerose criticità e carenze progettuali, mettendo in fila tutti i problemi, compresa la recente fuoriuscita di liquami dalle fogne di piazza Cavour in caso di pioggia».
Una sintesi dei fatti, né più né meno. «Non è disonorevole per nessuno cambiare idea – ha proseguito Lucini – tanto più se questo cambiamento è richiesto da una città intera. Formigoni si è detto disponibile ad ascoltare il territorio e a rivedere il progetto. Mi ha chiesto di ragionare sulle soluzioni possibili, naturalmente nel rispetto dei vincoli previsti soprattutto per quanto riguarda il finanziamento ottenuto per il lungolago che, come tutti sanno, rientra nell’ambito della cosiddetta Legge Valtellina».
Per definire il nuovo progetto, ancora da scrivere, il sindaco parla di «soluzione meno invasiva». In pratica, in attesa di conoscere i dettagli, si può ipotizzare una ripartenza dal punto in cui il cantiere è giunto. «L’idea di massima è mantenere il livello raggiunto, ovvero quello della passeggiata che si vede ora – ha spiegato Lucini – Poi, si tratterà di sviluppare un lavoro che garantisca la simmetria delle due ali. Inoltre, rinunceremo all’idea del progetto iniziale di isolare completamente il sottosuolo della città dal lago. I rischi per il capoluogo sono maggiori dei potenziali benefici dell’intervento».
Capitolo paratie. Il progetto, attualmente, prevede circa 700 panconi, ovvero barre di alluminio che dovrebbero essere posizionate manualmente sul lungolago in caso di rischio esondazione. In piazza Cavour, invece, dovrebbero essere realizzate le vere e proprie paratie a scomparsa. «I panconi sono una soluzione per nulla comoda e neppure moderna – ha detto chiaramente il sindaco – Ragioneremo su come procedere ma potrebbero essere esclusi dal progetto. Sul fronte paratie in piazza Cavour, la mia idea è che non ce ne sia bisogno. Ragioneremo sul progetto, ma credo proprio che le paratie non si faranno».
Da rivedere, come detto, anche la parte “nascosta” del progetto, ovvero quella prevista nel sottosuolo con le vasche di laminazione, una delle quali già realizzata. «Faremo in modo di raccogliere le acque di prima pioggia – ha precisato il sindaco di Como – e di garantire la compensazione delle acque bianche della città. Per il resto, ripeto, sono convinto che isolare completamente il sottosuolo porterebbe più rischi che benefici e l’idea non sarà portata dunque a termine. Così come ribadiremo la necessità di rivedere la soglia massima di protezione della città prevista dal progetto originario, abbassandola alla quota di circa 198-200 centimetri, già raggiunta».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il nuovo lungolago di Como così come si può ammirare da un battello (foto Mv)

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