«Il Comune trovi una soluzione definitiva». Compatte le minoranze che aprono a una eventuale gestione privata
Cronaca

«Il Comune trovi una soluzione definitiva». Compatte le minoranze che aprono a una eventuale gestione privata

La situazione di perenne incertezza sui tempi di un’eventuale riapertura del forno crematorio e le ipotesi ancora tutte da vagliare di realizzare un nuovo impianto altrove, hanno riacceso il dibattito politico, le inevitabili polemiche e le prese di posizione anche sulla possibilità di affidare in gestione a privati la struttura del Cimitero Monumentale. «La situazione è grottesca soprattutto se messa a confronto con le promesse di efficienza sbandierate durante la campagna elettorale e nel primo anno di amministrazione della città – interviene Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica – Siamo d’accordo per una eventuale privatizzazione del servizio a condizione che il Comune effettui un efficiente e costante controllo su qualità del servizio, manutenzione dell’impianto e costi a carico dei cittadini». Chiara la posizione che trova altri sostenitori. «Nessuna preclusione all’eventuale gestione a terzi – spiega il segretario cittadino del Pd, Tommaso Legnani – purchè non manchi il controllo di Palazzo Cernezzi, questo è un punto imprescindibile. Sul resto è inammissibile trovarci ancora in questa situazione. L’assessore dice che le responsabilità sono anche da riferire al passato e può anche essere in parte vero ma ora è più di un anno che governano, questa scusa non regge più. Ci dicano cosa fare per evitare di continuare a spendere soldi in inutili e dolorose trasferte per le cremazioni». Un’ultima voce è quella del consigliere comunale del M5S, Fabio Aleotti. «È inconcepibile che una città capoluogo non abbia la disponibilità di un forno per i comaschi e per le esigenze della provincia. Ormai è necessario che il Comune ponga le basi per una soluzione definitiva sia che si tratti di uno spostamento in altra sede sia che si tratti della riattivazione dell’impianto oggi chiuso», dice Aleotti.

13 ottobre 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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