Il consiglio di Stato boccia l’ipotesi di Gobbi. Nessuna annessione di Campione

Norman Gobbi

Per il governo di Bellinzona si tratta di «dichiarazioni fatte a titolo personale»

«Le dichiarazioni del consigliere di Stato Norman Gobbi sono state fatte a titolo personale e rappresentano, pertanto, una sua visione per una possibile risoluzione delle problematiche concernenti il Comune di Campione d’Italia». Il governo del Canton Ticino non fa sua l’idea dell’esponente leghista che il 13 settembre scorso, a margine della riunione della Regio Insubrica a Como, aveva parlato dell’annessione dell’enclave come una «variante da tenere in considerazione».
Le parole di Gobbi, che avevano avuto una larga eco, avevano spinto i due deputati del Partito Comunista eletti nel Parlamento di Bellinzona – Massimiliano Ay e Lea Ferrari – a chiedere al governo ticinese se condividesse una simile posizione e se lo stesso Gobbi si fosse «consultato con l’autorità federale prima di una tale dichiarazione che riguarda le relazioni fra due Stati sovrani», Svizzera e Italia.
In effetti, ai due parlamentari della sinistra non era sfuggito come l’affermazione su Campione potesse «essere considerata lesiva della sovranità nazionale di uno Stato estero e dunque inopportuna se pronunciata da un consigliere di Stato».
La risposta del governo ticinese è stata molto rapida. Di norma, le interrogazioni parlamentari attendono mesi prima di trovare un punto d’arrivo. Ma questa volta, sono state sufficienti due settimane. Segno, probabilmente, della necessità di fare chiarezza su un tema che rischiava di creare non poco imbarazzo.
Come detto, il consiglio di Stato ha liquidato le affermazioni di Gobbi come qualcosa di «personale», non prima però di aver elencato con un certo puntiglio, in una lunga premessa, tutti i motivi per cui l’esponente della Lega si era spinto a parlare di «annessione».
Nel «contesto» attuale, si legge nella risposta inviata dal governo cantonale ai parlamentari comunisti, «va ricordato che, da parte delle competenti autorità italiane, lo scrivente consiglio non ha ricevuto formalmente alcuna comunicazione o garanzia in merito alla situazione di Campione d’Italia e il suo futuro. Data la preoccupante situazione in cui versano sia i cittadini campionesi come pure la perdurante e crescente situazione debitoria, senza dimenticare l’imminente inclusione del Comune nello spazio doganale dell’UE, le incognite e le preoccupazioni date dall’attuale contesto non possono essere ignorate».
Insomma: quelle di Gobbi sono forse parole dal sen fuggite, ma in qualche modo giustificate da una situazione di grave crisi. Il governo ticinese ha pure ricordato come «il consigliere federale Ignazio Cassis, il 17 settembre 2018, a una domanda del consigliere nazionale Marco Romano su di un’ipotesi di cessione di Campione d’Italia alla Svizzera rispose che una tale evenienza “È immaginabile, ma ci dovrebbero essere evidentemente in tal senso delle proposte dell’autorità competente cantonale […] dopodiché quella federale farà le sue riflessioni a proposito”». Un’eventualità, però, che lo stesso consiglio di Stato in questo momento esclude del tutto.

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