«Il crocifisso non va rimosso dai seggi elettorali» Il Viminale dà ragione al leghista Nicola Molteni

Il deputato aveva presentato un’interrogazione dopo un caso avvenuto a San Fermo
(a.cam.) «Il crocifisso non può essere considerato un simbolo elettorale e non influenza il voto». Il ministero dell’Interno prende posizione sull’interrogazione che era stata presentata nel maggio scorso, dopo le elezioni europee, dal parlamentare della Lega Nord Nicola Molteni in merito alla richiesta di un elettore di rimuovere dal seggio il simbolo della cristianità.
A San Fermo della Battaglia, un 27enne aveva chiesto e ottenuto, prima di votare, che fosse rimosso dal muro il crocifisso, indicato come «un simbolo che può creare suggestioni e influenzare l’elettore». L’episodio aveva suscitato polemiche e il parlamentare comasco del Carroccio si era rivolto al ministro dell’Interno, Angelino Alfano.
Ora, dal Viminale – a firma del sottosegretario di Stato Gianpiero Bocci – è arrivata la risposta. «Deve essere rimossa dal seggio ogni forma di propaganda elettorale – si legge nel documento – Non potendo il crocifisso essere considerato un simbolo avente tale natura, la sua presenza alle pareti del seggio medesimo durante le votazioni risulta del tutto irrilevante dal punto di vista della regolarità del procedimento elettorale».
«In una società come quella italiana, correttamente definita di antica cristianità – aggiunge Bocci citando una sentenza del Tribunale di L’Aquila – il crocifisso, oltreché simbolo religioso, è espressione dell’identità culturale e del patrimonio storico di un popolo».
«Il ministero ci dà ragione – commenta Molteni – La pretesa rimozione del crocifisso dalle aule è una boiata colossale. Oggi mettiamo a segno una vittoria decisiva nella nostra battaglia a difesa di tradizioni, simboli e valori contro chi vorrebbe scipparci la nostra identità. Rimaniamo vigili e a presidio nella lotta a chi vuole annullare il nostro passato. Nessuno può toglierci i segni della nostra storia, della nostra cultura e della nostra società».

Nella foto:
Il ministero dell’Interno ha preso posizione sull’interrogazione che era stata presentata nel maggio scorso, dopo le elezioni europee, dal parlamentare della Lega Nord in merito a quanto accaduto in un seggio di San Fermo della Battaglia, dove un 27enne aveva chiesto e ottenuto, prima di votare, che fosse rimosso dal muro il crocifisso, indicato come «un simbolo che può creare suggestioni e influenzare l’elettore»

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