Il giudice del lavoro dà torto a Rumi. Niente risarcimento all’ex primario

alt

Il lungo caso giudiziario. La sentenza pronunciata ieri sera alle 19 in Tribunale
Il medico dovrà invece pagare 20mila euro di spese legali al Sant’Anna

Nessun risarcimento danni. Anzi, la condanna a pagare le spese legali al Sant’Anna: 20mila euro.
Il giudice del lavoro di Como, Marco Mancini, ha respinto la richiesta a sei zeri presentata da Angelo Rumi, l’ex primario di Chirurgia A condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per sette omicidi colposi di altrettanti pazienti, reato poi prescritto nel 2010, prima del processo d’Appello.
La sentenza, letta alle 19 di ieri sera in Tribunale a Como, dovrebbe segnare davvero la fine di

una vicenda che si trascina ormai da oltre 10 anni.
Rumi, di fatto, ha smesso di prestare servizio al Sant’Anna nel 2003. Da allora, però, il braccio di ferro con l’azienda ospedaliera non si è mai concluso.
Licenziato per giusta causa dall’azienda ospedaliera, il chirurgo ha contestato il provvedimento e ha chiesto agli ex datori di lavoro un risarcimento danni di 1,1 milioni di euro: mezzo milione per stipendi che, a suo dire, non gli sono stati riconosciuti e altri 600mila euro per le spese legali sostenute durante la lunga vicenda giudiziaria.
Richiesta inaccettabile, secondo il giudice del lavoro, che ha respinto la domanda. Non solo, Angelo Rumi dovrà versare 20mila euro all’azienda di via Ravona per le spese legali.
Ieri mattina, l’ex primario non ha presenziato all’ultima udienza della sua infinita vicenda burocratica, preferendo farsi rappresentare dal suo legale, l’avvocato comasco Gino Frassi. In Tribunale per il Sant’Anna era presente invece il direttore amministrativo, Salvatore Gioia. Poco prima della lettura della sentenza, Gioia ha ribadito di essere sereno perché «convinto che l’azienda ha sempre fatto soltanto ed esclusivamente passi corretti».
Rumi era stato arrestato nel febbraio del 2003 a causa di alcune “morti sospette” di pazienti.
In primo grado, Rumi era stato condannato a 5 anni e 4 mesi per 7 omicidi colposi di altrettanti malati. Il reato, però, si era poi prescritto nel 2010, ancora prima del processo d’Appello.
Alla fine dello stesso anno, il medico pavese aveva presentato le dimissioni all’azienda ospedaliera Sant’Anna e aveva deciso di andare in pensione.
Qualche mese dopo, i vertici di via Ravona avevano chiesto l’intervento dell’ufficio procedimenti disciplinari, che si era pronunciato contro il medico, arrivando a decretare il licenziamento per giusta causa retroattivo al 2003.
Una decisione contestata da Angelo Rumi, che è passato al contrattacco.
Ieri è stata pronunciata la sentenza. Entro 60 giorni il giudice depositerà le motivazioni. E soltanto allora sarà possibile capire se siamo davvero all’ultimo atto.

Anna Campaniello

Nella foto:
I faldoni del processo di primo grado ad Angelo Rumi. Il medico venne condannato a 5 anni e 4 mesi. In Appello il reato si prescrisse

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.