Il discorso amoroso secondo Roncoroni

San Valentino Cuore Amore

Frammenti di un discorso amoroso, per dirla con Roland Barthes, che non lascia indifferenti e tocca corde profonde. Nel 2013 scese di nuovo in campo come narratore (dopo aver esordito nella linguistica autobiografica con “Sillabario della memoria”) con il suo primo romanzo, ambientato sul Lario, Un giorno, altrove, il cui successo è ora sancito dall’approdo negli Oscar, storica collana economica di Mondadori. È il professor Federico Roncoroni, comasco che ha regalato ai suoi fedelissimi una struggente storia d’amore in forma di epistolario digitale, ambientata sul lago di Como, scenario romantico per eccellenza, evocato in copertina. Nel romanzo c’è in ballo la passione di un maturo studioso di letteratura, vieppiù conscio della propria senilità, per una donna più giovane di 15 anni. Li ha divisi la malattia di lui: snaturalizzante oltre ogni dire, un gorgo di cui pochi miracolati trovano l’uscita per riveder le stelle.
Il romanzo pulsa di vicende intime che riguardano tutti, a 360 gradi. Nessuno escluso. Non parla a una stretta cerchia di iniziati, ma ha ingranaggi sofisticati. Gioca con gli specchi, ad esempio: e così Orfeo ed Euridice, e pure Eloisa e Abelardo, si cambiano i ruoli. E lussuria e pietas (in senso filiale, parentale e amicale) convivono.
Certo, si parla d’amore fisico e sensuale. Ma anche della fedeltà che ognuno deve dimostrare alla propria intima vocazione. Si parla, molto, di spiritualità, di etica. Di vita vera, insomma. Intima. Ma grazie all’artificio della scrittura»: il libro è anche un inno all’arte della parola, nella consapevolezza che ha anche limiti oltre che pregi, non può dire tutto.
L’amore ai tempi delle mail non è poi così diverso da quello del Medioevo della dolce piccola Eloisa e del suo professore, l’evirato causa passione Abelardo, che compaiono, con D’Annunzio, Chiara e tanti titoli di libri dello stesso Roncoroni, nell’autoritratto che il protagonista, Filippo Linati (altro nome tipicamente lariano sul versante letterario), concede di sé in questa selva di messaggi elettronici.
Tutti dalla parte di lui, perché lei, Isa, amore di una vita, l’unica per cui è degno respirare ancora, colei che sollecita l’inizio del racconto riapparendo dopo sette anni di silenzio al cospetto dell’antico amore da cui si è bruscamente e dolorosamente separata, non appare mai in forma di mail.
È una sorta di avatar. Ma di lei proprio in virtù delle parole che le disegna attorno Filippo come uno stilista d’alta moda, quasi fosse umano calligramma, ricostruiamo pensieri, opere, tic, e pian piano anche il corpo, i capelli, l’odore, i gusti e le abitudini sessuali e gli umori corporali. Nulla (o quasi…) viene tralasciato, in pochi intensi mesi di carteggio, dalla primavera all’estate. Libro d’amore? Certo. Tessuto di un erotismo colto, gioioso e dolente al tempo stesso: gioco di ruolo serissimo, perché umano. Fatto di smarrimenti, svelamenti, intermittenze.
Dove le strategie di seduzione, o meglio la loro memoria che si sedimenta nel discorso e lo alimenta, si intrecciano con altre pagine dell’esperienza esistenziale. Dolorose, ma ineludibili come la vita, che proprio per la sua brevità va colta nell’attimo.

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