Il flop di Sant’Elia oggi in commissione. E per il 2014 scoppia la grana Csu

altArte e polemiche
La società non organizzerà l’evento di Villa Olmo e non gestirà il budget

Oggi è un giorno importante per il futuro (e il passato) delle mostre “griffate” Luigi Cavadini. L’assessore alla Cultura, infatti, è atteso davanti alla commissione comunale competente per rendere conto nei dettagli dell’evento dedicato a Sant’Elia la scorsa primavera. Un’audizione già delicata di suo, visti i risultati conseguiti dall’esposizione. Ma ora resa potenzialmente ancora più elettrica per il dibattito in corso sulla validità del progetto culturale messo in campo dall’assessore

in rapporto alle esperienze comasche del passato e a quelle messe in campo da altre città in queste stesse settimane (Pavia, con Monet, in testa).
Come se non bastasse, non accennano a placarsi le voci che danno la minoranza (a partire dal Pdl) intenzionata a presentare entro breve una mozione di sfiducia nei confronti di Cavadini, con la “segreta” speranza di poter raccogliere consensi anche tra i banchi della maggioranza di centrosinistra. A questo proposito, peraltro, sembra che soprattutto nel Pd stia prendendo corpo l’ipotesi di un confronto collegiale sul programma di mostre di Cavadini e sul ruolo stesso dell’assessore, prima di prendere qualunque decisione. Una presa di posizione non secondaria, questa, visto che si può considerare il segnale che i dubbi e i timori sulla reale sostenibilità del “progetto Cavadini” stiano crescendo anche nella parte che lo ha sempre sostenuto.
In questo quadro, peraltro, ieri è filtrato un nuovo dettaglio. All’inizio di questo mese, infatti, il gruppo consiliare dei democratici ha avuto un faccia a faccia con l’assessore alla Cultura durante il quale, ovviamente, si è parlato delle mostre. E non soltanto dell’edizione 2013, ma – sebbene soltanto per brevi accenni – anche di quella del 2014. Il segno distintivo sarà comunque l’assoluta continuità con il primo appuntamento andato in scena la scorsa primavera e dedicato a un secolo di “visioni urbane”. Sarà ancora lo sviluppo delle città lungo il ’900 a farla da padrone, sotto i profili dell’urbanistica e dell’architettura, ma probabilmente avvicinandosi sempre di più ai singoli aspetti (dalla nascita dei quartieri al ruolo centrale della casa). Insomma – sempre stando alle poche indiscrezioni filtrate finora – una mostra più vicina, per quanto in un concetto artistico, alla vita quotidiana di oggi nei contesti delle città e delle metropoli.
Sull’aspetto dei contenuti scientifico-culturali dell’evento 2014 (e, in prospettiva, anche del 2015) è probabile che la presenza di Cavadini nella commissione consiliare in programma oggi in Comune possa “regalare” qualche dettaglio in più.
IL PROBLEMA
Fin qui, dunque, gli aspetti artistici e politici del “caso Cavadini”.
In realtà, però, a Palazzo Cernezzi dovranno presto affrontare un problema tecnico che, in linea teorica, potrebbe diventare cruciale anche per tutti gli altri. Como Servizi Urbani, la società controllata dal Comune che finora ha organizzato ogni aspetto logistico degli eventi e si è fatta carico dei frequenti e spesso onerosi passivi di bilancio, non potrà più in alcun modo assolvere lo stesso compito. Per una serie di nuove disposizioni legislative, infatti, la società il prossimo anno non potrà godere dell’affidamento diretto da parte di Palazzo Cernezzi della gestione di numerosi servizi (anche i parcheggi, oltre agli eventi d’arte). Saranno quindi necessarie gare pubbliche a cui la società potrà anche partecipare ma senza più la certezza di gestire un determinato servizio. In questo quadro, dunque, sarà ben difficile puntare su Csu – che, di fatto, diventerà un ufficio comunale e non più una “costola” distaccata – per organizzare la mostra 2014. A meno che l’assessore Cavadini e la collega al Bilancio, Giulia Pusterla, non riescano ad accantonare già un budget predefinito per coprire “in proprio” i costi dell’evento, assumendosi però il rischio di affibbiare un deficit secco (e pesante) direttamente alle casse comunali. Ipotesi oggi irrealistica anche se, per ora, alternative concrete a Csu non ne esistono.

E.C.

Nella foto:
L’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini, immortalato la scorsa primavera mentre illustrava ad alcuni visitatori i contenuti della mostra dedicata in gran parte a Sant’Elia (foto Fkd)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.