Il fratello di Jagger sul palco delle “Scimmie”

Uomini in costruzione, esordio discografico del 2002 di Stefano Barotti, rimane uno dei dischi più interessanti della prima decade del terzo millennio e un ottimo esempio di come la musica d’autore italiana possa incontrare, non solo musicalmente, quella americana. Compositore di Canzoni, Lo spaventapasseri, Il legno e le corde e Forte dei Marmi non sono brani che nascono per caso; difficile fare un album senza sbagliare una sola canzone, liricamente e melodicamente Barotti fu davvero sorprendente. Dopo l’ottimo Ospiti, disco che nel 2007 aveva regalato altre canzoni doc come L’angelo e il diavolo, Il costruttore di ali e L’uomo più curioso del mondo, Barotti è pronto per dare alle stampe il suo atteso terzo album.

Chi ha avuto modo di ascoltare in anteprima alcune nuove composizioni come Maledette parole, Girasole e Povero è l’amore, già sa quanto buon materiale abbia messo in cantina il cantautore di Massa.
Tra l’altro, nel disco troveremo anche una canzone nata sul Lago di Como, Cuore danzante, da cui emerge come sempre l’innato gusto di Barotti per la melodia e la poetica.
Giovedì 27 marzo, alle 20, è atteso in città per un “House Concert”, preceduto da una degustazione di vini naturali, all’Atelier Marco Vido di Como.
La stupefacente programmazione del Live Club “All’1&35circa” di Cantù offre invece un altro imperdibile appuntamento con la musica anglosassone. Lunedì 31 marzo, alle 21, è il turno di Bap Kennedy – ex leader degli Energy Orchard, formazione che si ispirava con discreti risultati al cantautore Van Morrison – che fin dai primi anni ’90 ha iniziato una lodevole carriera solista. Passato qualche lustro e una manciata di dischi, nel 2012 è arrivato The Sailor’s Revenge, un lavoro al quale ha collaborato niente meno che l’ex leader dei Dire Straits Mark Knopfler. Come già accaduto con Bob Dylan, Willy De Ville ed Emmilou Harris, il marchio di fabbrica del chitarrista scozzese è un mix di folk celtico, country e canzone d’autore, di vene morbide e nostalgiche, di pulizia sonora e di lirismo intenso. Insomma, il suo tocco di classe resta immenso e la musica di Kennedy ha ritrovato antichi splendori, nuovi profumi, profondità musicali davvero intense. Il disco appena pubblicato non è da meno e le nuove canzoni vanno ad arricchire una scaletta che si è fatta sempre più importante.
Nonostante sia più giovane di tre anni, Chris Jagger, fratello di Mick, non ha fatto un patto con il diavolo. I suoi anni, infatti, li mostra senza troppi problemi anche nel video del brano che da il titolo al suo nuovo album, Concertina Jack, nel quale è alle prese con un stuolo di nipotini. D’altra parte, avere un fratello così ingombrante, membro fondatore della rock’n’roll band più importante di tutti i tempi, non deve essere stato facile per chi come Chris aveva le stesse ambizioni musicali di Mick.
Così, per un po’ di tempo si è dato alla moda e al giornalismo, prima di dedicarsi definitivamente, senza troppo curarsi dei paragoni, alla musica. Atcha! e From Lhasa to Lewisham sono i suoi primi album, ma è con Act of Faith che Chris raggiunge un pubblico considerevole che lo trascina nel 2007 a partecipare al prestigioso Montreux Jazz Festival.
L’ultimo sforzo discografico, nel quale compare in alcuni brani anche il fratello Mick lo porta in giro per il mondo assieme al suo trio con una straordinaria combinazione acustica di chitarra, contrabbasso e violino. In Italia, lo aspetta lunedì 31 marzo, alle 21, il palco delle Scimmie di Milano, che non sarà San Siro ma è pur sempre uno dei locali cult della musica dal vivo meneghina.
Il leader degli Slowdive e dei Mojave 3, Neil Halsetad, si esibisce martedì 1° aprile, alle 21, alla Salumeria della Musica di Milano. Oltre agli album con le band citate, sono tre i dischi solisti di Neil: Sleeping on Roads, Oh! Mighty Engine e il recente Palindrome Hunches del 2012.

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