Il futuro del Casinò di Campione è nelle mani dei giudici

il Casinò di Campione d'Italia

Il destino del Casinò di Campione d’Italia è tutto in quello che decideranno i giudici in queste ore.
Il Collegio di Como con il presidente Ambrogio Ceron, giudice relatore Marco Mancini e il giudice Annamaria Gigli, si è riservato di decidere in merito al piano concordatario presentato dalla società di gestione per cercare di far ripartire l’attività della casa da gioco.
Sul piatto opposto della bilancia c’è la procura di Como, che aveva invece chiesto il fallimento – con due differenti istanze – e che anche ieri, nel corso dell’udienza che si è tenuta di pomeriggio al palazzo di giustizia, avrebbe evidenziato più di una criticità del piano sia da un punto di vista della fattibilità giuridica sia di quella economica. Ma non è stato questo l’unico appunto presentato ai giudici: lo stesso avrebbero fatto anche i commissari pregiudiziali nominati per monitorare i movimenti della società di gestione della casa da gioco.
Questi ultimi avrebbero chiesto rettifiche al piano concordatario presentato e anche integrazioni.
Pure su questo punto il Tribunale si è riservato.
Si tratterebbe di modifiche formali e non sostanziali, non è quindi da escludere che possa essere concesso un ulteriore termine per queste modifiche per poi valutare nel complesso il piano presentato e “aggiustato”.
Il piano è in gran parte noto. La riapertura, che sarebbe stata prevista per settembre, in realtà dovrebbe slittare verso la fine dell’anno.
Il Casinò dovrebbe ripartire con 170 dipendenti, che dovrebbero diventare 270 entro il 2026. Prevista dalla società di gestione anche una drastica riduzione dei soldi girati al Comune di Campione d’Italia per la nota convenzione tra gli enti: la cifra – nei cinque anni – sarà di 7 milioni in progressione dai 500mila euro del primo anno fino al 2 milione mezzo dell’ultimo, contro i 105 milioni di euro nei cinque anni precedenti alla chiusura del 2017 (con punte annue che toccarono i 34 milioni di euro).
Il costo complessivo degli oneri per i lavoratori scenderà dai 50 milioni di euro del 2017 ai previsti 11 milioni.
Sul piano dei ricavi la società di gestione ha previsto, nei cinque anni del piano, entrate per 106 milioni di euro contro i 95 milioni incassati nel solo 2017.
Insomma, una importante e pesante riduzione di costi che dovrebbe consentire, secondo quanto preventivato, di pagare il 100% dei creditori privilegiati e circa il 60% dei chirografari.
Questo è quello che è stato messo nero su bianco dal Casinò di Campione d’Italia nel tentativo di ripartire. Ora non rimane che attendere quello che decideranno i giudici del Collegio di Como.

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